De Rita: lo sviluppo passa dai borghi e dalle tipicità italiane

"Il borgo si traduce in una nuova filosofia dell’economia, il luogo in cui il turismo diventa di qualità e dove i prezzi degli immobili continuano a lievitare”. Queste le parole di Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, in occasione del seminario “I cambiamenti attesi nei prossimi dieci anni” che si è svolto a Siena mercoledì 17 ottobre per l’inaugurazione del secondo anno della Business School. La nuova dimensione borghigiana coincide con un riavvicinamento alla tradizione e alla tranquillità che ha portato una maggiore richiesta, ad esempio, di agriturismi “esclusivi” oltre che a una ricerca costante delle tipicità locali. Elemento, quest’ultimo, che, a causa del processo di globalizzazione, rischia di andar perso. Sono tante le ricchezze culturali, paesaggistiche e gastronomiche  custodite dai piccoli centri ma solo con una giusta valorizzazione del territorio si potranno riscoprire e apprezzare al meglio la tipicità. Proprio su questo tema De Rita ha proseguito sottolineando che “il territorio sarà snodo centrale per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese nei prossimi anni” ed ha poi aggiunto: “Continueremo ad avere come compagni di strada i fondamentalismi vecchi e nuovi (religiosi ed economici) ma non riusciranno comunque a prevalere”. 

La dimensione "borghigiana" – Ci imbatteremo, quindi,  in una visione “geo – centrica” del sistema economico e sociale dove il territorio rappresenterà la vera ricchezza ed il valore aggiunto. Una visione lungimirante quella di Giuseppe De Rita che individua nello sviluppo economico futuro altri due aspetti legati al recupero di una dimensione borghigiana:  il ritorno dei distretti industriali e la capacità di aggregazione nelle città. Il distretto dà all’imprenditore la possibilità di agire sull’intero sistema produttivo. Le città, invece, fanno dell’aggregazione il loro punto di forza riuscendo in questo modo a creare un legame vincente tra economia, enti locali e cultura. Il  futuro vedrà quindi il “geo – centrismo” e la dimensione borghigiana come strumenti necessari per riuscire a superare gli aspetti negativi legati al fenomeno della globalizzazione  recuperando, in questo modo, le ricchezze e le peculiarità di territori e luoghi legati alla tradizione e alla tipicità.

Marta Santopolo
 

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