mercoledì 17 gennaio 2018

Pacchetto latte. L’Europa rafforza la posizione dei produttori nella filiera

latte-caseificioLa Commissione europea ha pubblicato la seconda relazione sul funzionamento del cosiddetto “pacchetto latte”, una serie di misure varate nel 2012 per rafforzare la posizione dei produttori lattiero-caseari europei nella filiera. La relazione mostra che, a tre anni dal varo, gli agricoltori europei utilizzano in modo crescente le possibilità offerte dal pacchetto latte, come, ad esempio, la negoziazione collettiva delle clausole contrattuali attraverso le organizzazioni dei produttori e l’uso di contratti scritti. La misura che consente la negoziazione collettiva è intesa a rafforzare il potere contrattuale dei produttori di latte, mentre i contratti scritti offrono agli agricoltori una maggiore trasparenza e tracciabilità.

Task force sui mercati agricoli La relazione doveva inizialmente essere presentata nel 2018, ma alla luce delle persistenti difficoltà del settore lattiero-caseario, il commissario dell’UE per l’Agricoltura Phil Hogan ha deciso di anticiparla alla fine del 2016. Questo impegno rientra nella serie di pacchetti di solidarietà per il settore lattiero-caseario annunciati e attuati durante le scorso anno.Nel salutare la pubblicazione della relazione, Phil Hogan ha oggi affermato: «La relazione evidenzia le misure che possiamo adottare al livello dell’UE per garantire ai produttori di latte una migliore posizione nella filiera. Facendo seguito alla relazione della task force sui mercati agricoli della scorsa settimana, la presente relazione è la riprova della necessità di un intervento politico nell’ambito del programma di lavoro della Commissione per il 2017».

Cosa comporta per gli stati membri La relazione analizza anche ulteriori possibilità per i produttori di latte. Ad esempio, sottolinea le potenzialità offerte dai due strumenti chiave del pacchetto latte: le organizzazioni di produttori (OP) e la contrattazione collettiva, che non sono ancora pienamente sfruttati dagli Stati membri e dalle associazioni dei produttori e degli agricoltori, ed illustra diversi modi per renderli più efficaci sia a livello dell’UE che a livello nazionale. Gli Stati membri sono, in particolare, incoraggiati ad adottare le misure necessarie per favorire la creazione di organizzazioni di produttori con azioni collettive che vadano al di là della contrattazione collettiva, in modo da accrescere il peso dei produttori nella filiera. Oltre a queste raccomandazioni, andrebbe esaminata la possibilità di ampliare il ruolo delle organizzazioni interprofessionali.Per poter sfruttare appieno le potenzialità offerte dal pacchetto latte, la relazione raccomanda di estenderne l’applicazione al di là del 2020.

Il contesto Adottato nel 2012, nell’ambito della procedura di codecisione, il pacchetto latte puntava a rafforzare la posizione dei produttori nella filiera lattiero-casearia e a preparare il settore ad un futuro più orientato al mercato e sostenibile, in particolare cercando di trarre insegnamenti dalla crisi del mercato lattiero-caseario del 2009. Gli Stati membri hanno la facoltà di rendere obbligatoria la conclusione di contratti scritti tra gli agricoltori e i trasformatori del settore lattiero-caseario, consentendo agli agricoltori di negoziare collettivamente le condizioni contrattuali entro certi limiti. Il pacchetto stabilisce inoltre specifiche disposizioni dell’UE per le organizzazioni interprofessionali, che consentono agli operatori della filiera di dialogare e svolgere determinate attività, e autorizza gli Stati membri ad applicare, a determinate condizioni, norme per regolare l’offerta di formaggio DOP/IGP. Il pacchetto contiene inoltre una serie di misure volte a migliorare la trasparenza del mercato. Le misure introdotte dal pacchetto latte si applicheranno fino a metà 2020. La Commissione è stata incaricata di riferire nel 2014 e nel 2018 sulla situazione del mercato e l’attuazione delle misure. Le relazioni da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio devono valutare, in particolare, gli effetti sui produttori e sulla produzione di latte nelle regioni svantaggiate e segnalare eventuali incentivi per incoraggiare gli agricoltori a concludere accordi di produzione comune. Nel quadro del pacchetto di solidarietà, avviato dal commissario Hogan nel settembre 2015, la seconda relazione, da presentare nel 2018, è stata anticipata al 2016 e pubblicata oggi.



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