domenica 25 giugno 2017

Il mito del Barbarossa finisce nel calice. Un vitigno autoctono di Romagna dedicato all’Imperatore

Siamo andati alla scoperta di un vitigno davvero unico e del suo vino, altrettanto particolare. Si tratta del Barbarossa, questo il nome del vitigno ritrovato nel 1954 in Romagna da Mario Pezzi, nelle campagne di Bertinoro. Questo il nome che la Fattoria Paradiso ha scelto per la sua bottiglia, dedicata a Federico I di Svevia detto il Barbarossa, che nel XII secolo, in Italia, soggiornò per un anno nella Rocca di Bertinoro, dopo averla conquistata.

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Graziella Pezzi, Fattoria Paradiso

Non era Sangiovese Oggi a dirigere l’azienda vitivinicola c’è Graziella Pezzi che ci ha raccontato la storia di questo vino, ricordando il ritrovamento di suo padre che si accorse subito che non si trattava di un ‘normale’ Sangiovese: «Un grappolino più piccolo del Sangiovese, un rosso granato dal colore diverso dal Sangiovese».

Si tratta di un vino unico (solo la Fattoria Paradiso possiede infatti questo vitigno), che viene vinificato in fermentini troncoconici di rovere e affinato in barriques e tonnaux di Allier e Troncais non tostate per 12 mesi. Il colore è rosso rubino brillante, il profumo richiama la ciliegia, la fragola selvatica con note balsamiche di eucaliptus e mentolo. Al palato ciliegie mature e frutto di bosco si fondono su una finissima nota di tabacco e cioccolato bianco risultando molto elegante.

IMG_8302L’azienda La Fattoria Paradiso ha 40 ettari di superficie vitata con un patrimonio di 15 ettari di vigne di oltre 50 anni di età che fanno da cornice ai nuovi impianti da 6.500 piante per ettaro. Oggi alla Fattoria Paradiso vivono circa 207.500 piante di vite ciascuna delle quali necessita di almeno 5 interventi manuali ogni anno (potatura, legatura, potatura verde, diradamento e raccolta) per un totale di 1.037.500 lavorazioni manuali. Questo numero spiega il valore della squadra di persone che da anni lavorano in azienda e che conoscono ormai ciascuna pianta quasi “per nome”. Ma per fare grandi vini così dev’essere. Le varierà coltivate sono diversificate tra: Sangiovese e Sangiovese Grosso (entrambe selezioni massali aziendali derivanti da cloni tradizionali come l’R24), Albana (selezione di Albana Gentile di Bertinoro a grappolo lungo), Pagadebit, Cagnina, Barbarossa. Ci sono infine 3 ha di Cabernet Sauvignon e Merlot per la piccola Cuvee di Mito.

 

 

 



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