Anacer studia i contenziosi nel trading soft commodities. Intanto il fatturato si attesta a 9 mld euro

Si è riunito a Bologna il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Cerealisti (Anacer, 9 miliardi di euro di volume d’affari, 20 milioni di tonnellate metriche importate) al quale hanno preso parte anche i rappresentanti delle imprese associate.

Durante l’incontro il presidente ANACER, Carlo Licciardi, ha tracciato un bilancio dell’annata che va concludendosi. A seguire la presentazione di una pubblicazione sul trading da parte dell’avvocato Claudio Perrella (LS Lexjus Sinacta).

«Nel 2018 – ha affermato Licciardi – il Consiglio Direttivo ha affrontato diverse tematiche sulla base del mandato avuto e ritengo che gli associati abbiano apprezzato il lavoro svolto. Continuiamo a promuovere, nei fatti, la salubrità dei cereali che importiamo e che vengono poi trasformati dall’industria agroalimentare italiana, una delle più apprezzate al mondo. Siamo sempre pronti a mettere a disposizione dei Servizi sanitari i prodotti importati affinché possa essere provata la loro qualità e salubrità, oltre ad attuare, come imprenditori, investimenti volti alla tutela della materia prima e dei consumatori.

“A proposito del libro dell’avvocato Perrella sulla vendita internazionale di soft commodities alle condizioni GAFTA e FOSFA che abbiamo presentato oggi, debbo dire che queste situazioni arbitrali sono sempre più frequenti, quindi avere una collaborazione con questo tipo di professionalità, da una parte ci onora e dall’altra ci consente di mettere a disposizione degli associati un servizio altamente qualificato».

La guida per il trader italiano dell’avvocato Perrella dello studio bolognese “Lexjus sinacta” contiene un’analisi della giurisprudenza degli ultimi dieci anni su contratti che sono largamente diffusi nel settore, anzi sono i contratti in assoluto maggiormente utilizzati nel trading di soft commodities: secondo alcune stime, infatti, l’80/85% di vendite internazionali di soft commodities è basato sui contratti GAFTA e FOSFA.

«ll problema più frequente – commenta Perrella – è quello della certificazione delle specifiche qualitative, seguito dalle problematiche logistiche. Anche le misure di restrizione all’export hanno dato origine a un notevole contenzioso: ad esempio, nel 2010 Russia e Ucraina disposero un embargo che ne ha prodotti una quantità rilevantissima, tradottasi poi in una serie di sentenze che sono appunto analizzate nel libro».