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Radicchio marocchino spacciato per veneto. La Regione chiede controlli severi
News in daiCAMPI del [29/06/2012]

Non più tardi dell’altro ieri, a seguito della scoperta nel senese di una gran quantità di olio d’oliva ottenuta da illecita miscelazione, aveva chiesto al Parlamento la convocazione di una Commissione delle Politiche Agricole al fine di accelerare l’adozione di misure di contrasto alle frodi alimentari. Oggi, Franco Manzato, assessore veneto all’agricoltura e alla tutela dei consumatori, alla luce della “vergognosa vicenda”, così l’ha definita, del radicchio marocchino spacciato per quello chioggiotto, ribadisce con forza la necessità che lo Stato e il Governo creino le condizioni per porre fine al costante ripetersi di episodi “che minano pesantemente la già provata economia agricola di questo Paese”.
Partecipando alla conferenza stampa promossa dalla Coldiretti svoltasi stamane a Mestre, Manzato si è chiaramente schierato con gli imprenditori chioggiotti, dicendosi disposto a sostenere la loro protesta sino ai livelli più alti, “per difendere una delle nostre eccellenze da una insopportabile e subdola concorrenza”.

Critiche al Governo - “Purtroppo i segnali che vengono dal Governo centrale sono poco incoraggianti – ha detto l’assessore regionale – e la vicenda relativa alla disciplina della produzione del succo d’arancia, miseramente abortita, è la cartina di tornasole dell’inadeguatezza e dell’incapacità dell’esecutivo di far fronte a un fenomeno, quello della contraffazione, che si manifesta giorno dopo giorno sempre più come un’emergenza”. Non sono più rinviabili quei provvedimenti che debbono garantire la completa rintracciabilità di prodotti di qualità come il radicchio di Chioggia – ha aggiunto Manzato –, sia per preservare una coltivazione tradizionale di grande pregio, sia per tutelare le aziende locali che, anche senza questa azione truffaldina, debbono far fronte a un mercato sempre più ostico e meno remunerativo, sia per salvaguardare i consumatori dall’ennesimo imbroglio perpetrato ai loro danni”. “L’attuale sistema presenta troppe falle – ha concluso Manzato – e se non vogliamo che la barca affondi, chi ha il potere e la competenza deve intervenire senza ulteriori tentennamenti e rinvii. Noi abbiamo suggerimenti da dare su come muoversi: aspettiamo solo che ci consultino e che convochino gli organismi decisionali, cosa che oggi chiedo una volta di più”.   

 

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