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Pac dia risposte certe. Serve impegno per il sistema Paese
News in daiCAMPI del [14/07/2012]

“Le modifiche del Parlamento europeo e il ritrovato ‘gioco di squadra’ in Italia sulla riforma della Pac possono far rivedere in modo positivo la posizione della Commissione Ue. In ogni modo permangono scelte che, se non modificate, possono avere conseguenze negative per la nostra agricoltura”. E’ quanto sottolineato dal presiedente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nell’incontro che ha avuto a Bruxelles con l'ambasciatore italiano presso l’Ue Ferdinando Nelli Feroci. Incontro che si è svolto a latere della Conferenza sulla Politica agricola comune verso il 2020, promossa dal commissario all’Agricoltura Dacian Ciolos e alla quale l’Organizzazione ha partecipato con una propria delegazione.Nel corso dell’incontro, cordiale e molto costruttivo, con l’ambasciatore italiano, il presidente della Cia ha esposto la posizione della Confederazione in merito alla riforma della Pac post 2013 che -ha detto- “deve rispondere in maniera efficace alle necessità vere degli agricoltori”. “Non possiamo accettare -ha aggiunto- politiche che vanno a penalizzare le aziende che hanno bisogno di risorse adeguate e di un quadro normativo certo in grado di favorire competitività e sviluppo”. L’ambasciatore Nelli Feroci ha avuto parole di apprezzamento per l’azione svolta dalla Cia e ha riaffermato l’impegno del governo a tutela delle risorse agricole nel bilancio Ue e un’azione incisiva nel confronto sulla Pac che si presenta alquanto difficile.

Posizione Cia - Politi ha, comunque, ribadito la posizione della Confederazione nel corso della Conferenza Ue di Bruxelles. “Abbiamo rinnovato le nostre critiche alla proposta dell’Esecutivo comunitario, sottolineando, in particolare, l’esigenza di più equilibrio nella distribuzione delle risorse fra gli Stati membri, di un’adeguata difesa dei redditi, della centralità dell’impresa e di un effettivo ricambio generazionale”. “Abbiamo da sempre sostenuto che la Pac 2014-2020 deve avere -ha detto il presidente della Cia- precise priorità: efficienza del mercato, rafforzamento delle organizzazioni di produttori, diffusione dell’economia contrattuale, misure per favorire il ricambio generazionale, sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”.

Proposte - Politi ha, dunque, sintetizzato in cinque punti le proposte della Cia sulla riforma della Pac: confermare il livello delle risorse finanziarie dedicate e ridistribuzione tra i diversi Paesi Ue; riservare i pagamenti del primo pilastro privilegiando gli agricoltori professionali; sul “greening” è necessario considerare le produzioni arboree e il pagamento aggiuntivo rispetto a quello di base e modificare i criteri di calcolo della percentuale di superficie a “riposo”; favorire attraverso incentivi l’aggregazione del prodotto, la costituzione di organismi interprofessionali e le intese di filiera; prevedere, con adeguate risorse finanziarie da allocare nel primo pilastro, la creazione di strumenti finalizzati ad alleggerire i contraccolpi negativi delle crisi cicliche di mercato con interventi mutualistici e assicurativi privati e su base volontaria.

 

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