Con il crollo del petrolio gli italiani risparmiano un miliardo di euro a tavola

Dal crollo del prezzo del petrolio sono attesi risparmi per le tavole degli italiani pari a circa un miliardo di euro per il solo effetto dovuto al minor costo dei carburanti per l’ autotrasporto, al quale si aggiungono le economie realizzate sull’elettricità, sul gas e sulle altre forme di energia che incidono pesantemente sulla produzione, la conservazione e la distribuzione del cibo. E’ quanto emerge da una analisi presentata dalla Coldiretti al Forum internazionale “l’energia di domani”, organizzato insieme ad Ambrosetti, a Venezia.

Risparmio energia – La riduzione delle bollette energetiche e il calo dei prezzi di gasolio e benzina è particolarmente rilevante per la filiera agroalimentare dove – sottolinea la Coldiretti – la logistica e i trasporti incidono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari, ma arrivano al 30/35 per cento per l’ortofrutta fresca dove in alcuni casi si spende di piu’ per i trasporti che per il prodotto in sè. Il risparmio energetico – continua la Coldiretti – si riflette in tutta la filiera agroalimentare e riguarda le attività agricole che necessitano del riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche la trasformazione, la conservazione e la distribuzione degli alimenti. E’ stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso – precisa la Coldiretti – ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.

On the road – Poiché circa l’86 per cento dei trasporti italiani avviene su gomma, particolarmente rilevante sui costi di produzione sono stati gli effetti dell’altalena del petrolio sui prezzi dei carburanti per autotrasporto che, rispetto allo scorso anno, sono calati di oltre il 15 per cento. Gli italiani – ricorda Coldiretti – spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare e sono secondi solo all’abitazione per incidenza sul reddito. Ma l’andamento dei prezzi alimentari – precisa la Coldiretti – incide sopratutto sugli anziani e sulle famiglie numerose con le coppie con tre o piu’ figli che destinano porzioni piu’ elevate del proprio reddito all’acquisto di cibi e bevande con una percentuale di ben il 21 per cento della spesa complessiva.

Rischio passaggi della filiera – Occorre dunque fare in modo che – continua Coldiretti – i risparmi generati nei costi per effetto del calo del prezzo petrolio si trasferiscano effettivamente sulla spesa, evitando il rischio che il guadagno per i cittadini non si “perda” nei troppi passaggi dal campo alla tavola, a causa di inefficienze, speculazioni e distorsioni delle filiere. Esistono – conclude la Coldiretti – ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.