Controlli alimentari e sicurezza: ecco cosa fanno i NAS per la nostra salute

Grazie al lavoro quotidiano dei NAS, il cittadino può stare (abbastanza) tranquillo. Lo conferma – in un’intervista esclusiva ad agricultura.it – il Capitano Gennaro Riccardi (ascolta intervista audio integrale), Comandante dei NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma) di Livorno. “Sì – dice il Capitano Riccardi -, anche perché vorrei ricordare che sono 37 i NAS dislocati in tutta Italia, con 1100 uomini impegnati quotidianamente nei controlli su tutto il territorio nazionale, che la direzione del Comando Tutela Salute e gli indirizzi del Ministero;  quindi la situazione è abbastanza monitorata, c’è un indice di attività veramente determinante e in poco tempo si riesce a dare risposte alla collettività”.

IndagineChi sono i NAS, che cosa fanno? Per conoscerli meglio agricultura.it ha incontrato i NAS della Toscana: il Capitano Riccardi, e la settimana prossima il Tenente Verzola, Comandante NAS Firenze, spiegano ai lettori di agricultura.it la loro attività e le minacce per la salute del cittadino. 

Realtà toscana – “La  Toscana vanta una qualità in generale – sottolinea il Capitano Riccardi -, non solo per le aziende agricole; c’è una buona sanità in ambito agroalimentare e non ci sono dati allarmanti di contraffazioni. Sono ottimista. Poi – aggiunge -ci sono comunque attività che fanno emergere delle situazioni dove bisogna intervenire in maniera drastica, ma si tratta di casi abbastanza circoscritti”. I NAS di Livorno, controllano tutte le province toscane affacciate sul mare, da Massa-Carrara a Grosseto, con una competenza sulla sanità, alimenti e bevande, vigilanza veterinaria e molto altro in cui si possano scoprire sofisticazioni o contraffazioni. Grande attenzione in ristorazione (mille ristoranti nella sola provincia di Livorno) e agroalimentare, ma anche ospedali e farmacie. Livorno è una sede “sensibile” per i Nas, considerando l’importanza commerciale del porto della città labronica. “E’ un polo importante – conferma il Capitano Riccardi -, fra i più grandi d’Italia; ma anche sulla sanità marittima c’è un ottimo rapporto con il nostro Nucleo, uno scambio informativo quotidiano, e si riesce a monitorare tutto ciò che transita. Per cui anche in questo caso casa la situazione può essere considerata abbastanza tranquilla”.

Il lavoro dei NAS – Ma nel caso i NAS scoprano delle contraffazioni, che cosa accade? “Ci sono due ambiti – spiega Riccardi -, quello amministrativo, con quotidiani rapporti con le autorità sanitarie locali. Ad esempio nel caso che vengano trovate delle carenze igienico sanitarie in un locale della somministrazione di alimenti, quindi viene fatto un referto all’autorità locale competente, con i termini entro i quali locale si deve adeguare e mettere i regola. E poi c’è l’ambito dell’autorità giudiziaria, per alcuni reati emersi nell’attività ispettiva”. Dal Comando della Salute, che dipende dal Ministero, giunge ai NAS dislocati sul territorio nazionale, una direttiva che fa parte di una strategia complessiva; poi ci sono interventi di iniziativa locale che spaziano in tutti i settori di competenza. “Il controllo – illustra il Capitano del Nucleo di Livorno – ha un’attività preliminare: vengono individuati gli obiettivi e poi vengono orientati in base alle prerogative e specializzazione dei singoli militari. C’è l’attività ispettiva, tutta una serie di controlli, nei ristoranti e in ambiente sanità, dove all’attività ispettiva segue un’attività di analisi di quello che è stato riscontrato sul campo e vengono informate le autorità giudiziarie o amministrative”. E per entrare nei NAS è necessario partecipare ad un concorso dei Carabinieri , quindi specializzarsi internamente e quindi partecipare a corsi di aggiornamento per conoscere novità e normative.

Cenni storici (www.carabinieri.it)  – I N.A.S., Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma, sono stati istituiti il 15 ottobre 1962, nel momento in cui si è presa coscienza del fenomeno delle sofisticazioni alimentari, che tanto allarme cominciava a destare nell’opinione pubblica. Inizialmente la "forza" era costituita da un Ufficiale Superiore, distaccato presso il Gabinetto dell’allora Ministero della Sanità, e da 40 sottufficiali dislocati nelle città di Milano, Padova, Bologna, Roma, Napoli e Palermo. Nel tempo, anche in relazione ai consistenti risultati conseguiti, la presenza sul territorio degli uomini dei N.A.S. si è notevolmente incrementata, fino al momento in cui il reparto, acquisita l’attuale denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, ha assunto una nuova fisionomia ordinativa. Oggi esso dispone di 1096 unità specializzate, ripartite in 3 Gruppi CC T.S. – con sede a Milano, Roma e Napoli – e in 38 Nuclei, presenti sull’intero territorio nazionale, con competenza regionale o interprovinciale. L’attività dei N.A.S. ha sempre suscitato viva ammirazione tra i vertici dell’Arma, del Ministero della Salute, tra gli stessi operatori commerciali e tra la popolazione, riscuotendo ovunque riconoscimenti ed attestati di benemerenza.

Intervista audio Capitano Gennaro Riccardi

La settimana prossima sarà ospite di agricultura.it il Tenente Fedele Verzola, Comandante dei NAS di Firenze. 

Lorenzo BenocciSusanna Danisi