Bardolino, vendemmia al via all’insegna della sostenibilità

Vendemmia al via sulle colline veronesi del lago di Garda per il Bardolino e il Chiaretto, in un’annata che segnala uve maturate in netto anticipo, ma particolarmente sane e mature, grazie al favorevole andamento climatico, ma anche all’accurata difesa attuata nei vigneti. “Il cambio di passo della viticoltura del Bardolino è significativo – dice il presidente del Consorzio di tutela, Giorgio Tommasi – ed è fatto di interventi strutturali, come gli incontri settimanali dei tecnici della zona e la diffusione di minuziosi bollettini informativi, ma anche di azioni simboliche, ma di grande impatto comunicazionale sulla filiera, come i concorsi dei vigneti collegati alle Feste dell’Uva di Castelnuovo del Garda e di Bardolino”.

Vigneti sostenibili – In particolare, il segnale che il Consorzio ha voluto lanciare in questi giorni con i concorsi di Castelnuovo (le premiazioni avverranno domenica 18 settembre) e di Bardolino (ai primi di ottobre) è rilevante: nella valutazione della qualità del vigneto si terrà conto non già del mero aspetto estetico e produttivo, bensì dell’attenzione alla sostenibilità ambientale. “Mai come in questo momento – sottolinea il responsabile dell’area tecnica del Consorzio di tutela del Bardolino, Andrea Vantini – il consumatore è attento alla salubrità del prodotto che acquista. Per questo vogliamo dare un giusto riconoscimento ai viticoltori sensibili alle regole di coltivazione della vite che mirano al rispetto dell’ambiente”. Ecco dunque che nella valutazione dei vigneti diventano essenziali la gestione del suolo, dell’acqua di irrigazione e dei trattamenti sanitari. “Prestiamo attenzione – spiega Vantini – all’equilibrio complessivo del vigneto, alla corretta gestione dei sistemi di allevamento della vite, ma anche alla riduzione e soprattutto all’eliminazione del diserbo, al risparmio di acqua, alla conduzione biologica o all’adozione di tecniche di confusione sessuale dei parassiti in sostituzione dell’uso di sostanze chimiche, all’impiego di attrezzature che consentano la riduzione e il recupero degli eventuali prodotti sanitari utilizzati”.

I controlli – Anche dal lato della guida tecnica dei viticoltori si fa molto. “Ogni martedì mattina – racconta Vantini – i tecnici della zona, insieme con un gruppo di viticoltori e di esperti, si incontrano presso la sala riunioni della Cantina di Castelnuovo del Garda, su iniziativa dei Consorzi di tutela del Bardolino e del Custoza e in collaborazione anche con la Cantina di Custoza, per stabilire se, quando e come intervenire nei confronti delle diverse malattie della vite. Dalla riunione scaturisce un bollettino fitosanitario che viene diffuso ai viticoltori indicando il momento più opportuno per l’intervento nel rispetto delle linee di difesa integrata emanate dalla Regione Veneto, ma anche le migliori pratiche agronomiche da adottare, nonché il corretto uso delle macchine per evitare lo spreco dei prodotti sanitari. In questa maniera miriamo ad avere vigneti più equilibrati, ma anche il massimo contenimento dei trattamenti in vigna”.

Il ruolo del Consorzio – Poi arriva il momento della vendemmia, ed anche in questo caso è il Consorzio ad orientare i viticoltori del Bardolino. “Il Consorzio – spiega Vantini – segue le curve di maturazione delle uve mediante il prelievo dei campioni di uva in 32 vigneti storici. Un laboratorio certificato analizza le uve ed i dati vengono poi elaborati dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, confrontandoli con le serie storiche dal 1990 ad oggi. In questa maniera siamo in grado di dare indicazioni sul momento ottimale della vendemmia, anche tenendo conto delle diversità territoriali esistenti”.

 

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