Inchiesta olio, Mongiello: ‘La ‘salva olio’ strumento valido ed efficace. Contro frodi e difficoltà produttive avviare il Piano Olivicolo’

«L’indagine di Guariniello, senz’altro meritoria e ben strutturata, dimostra la validità della legge ‘salva olio’ e la sua efficacia; e quanto sia attuale il tema della frode commerciale nel settore olivicolo e quanto, quindi, sia necessario applicare in modo rigoroso tale legge. D’altra parte sono molto dispiaciuta perché è stato ingannato il consumatore, mentre è necessario garantire la massima trasparenza e sicurezza». Colomba Mongiello (Pd) – componente della Commissione Agricoltura della Camera, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle contraffazioni e “madre” della Legge Mongiello (nota anche come ‘salva olio’, cogente dal novembre 2013) – commenta ad agricultura.it l’indagine della procura di Torino, coordinata dal pm Raffaele Guariniello che contesta a sette grandi aziende italiane (LEGGI), la frode in commercio, per aver spacciato come olio extravergine un olio di oliva (quindi non extravergine). La legge Mongiello, si sviluppa in 17 articoli (LEGGI), rappresenta un tassello importante contro le contraffazioni dell’olio: si va dalla massima trasparenza in etichetta a tutela del consumatore, all’indicazione dell’origine e classificazione degli oli d’oliva. Fino alle norme sul funzionamento del mercato e della concorrenza, nonché, alle norme sul contrasto delle frodi.

Tutela del consumatore – «La qualità è il parametro che giustifica il maggior prezzo richiesto al consumatore, italiano ed estero, che non ha ragione d’essere applicato al più semplice olio d’oliva – prosegue Colomba Mongiello –. In casi del genere, il comportamento fraudolento è del tutto evidente e la ‘salva olio’ fornisce alla magistratura e alle Forze dell’Ordine gli strumenti tecnici e normativi per intervenire a difesa di una delle produzioni più identitarie dell’agroalimentare italiano. Piuttosto, si pone il tema di come rendere queste stesse norme più ampiamente applicabili alla svariata casistica fraudolenta che emerge dalle inchieste condotte in mezza Italia. Su questo argomento la Commissione d’inchiesta ha lavorato e si appresta a porre all’attenzione del Parlamento l’esito delle audizioni ed i suggerimenti che ne sono emersi. Bisogna mantenere sempre molto alta la guardia per scongiurare ulteriori danni ad una filiera già colpita dalle calamità naturali e dalle emergenze fitopatologiche».

Attuare il Piano olivicolo – Fra i problemi del settore secondo la Mongiello, la scarsità di offerta del prodotto italiano: «C’è richiesta di olio italiano – dice a agricultura.it – quest’anno non produrremo più di 300 mila tonnellate a fronte di una richiesta per consumo interno di almeno il doppio. Per questo è urgente avviare il Piano Olivicolo Nazionale fortemente voluto da Parlamento e Governo; le frodi continue e l’annata olivicola non eccezionale sono motivi più che validi per attuare il Piano che abbiamo varato trasversalmente. Le notizie di cronaca e i dati della raccolta, ancora inferiori rispetto a 3-4 anni fa – continua Mongiello –, impongono l’attivazione degli investimenti previsti dal Piano Olivicolo Nazionale, finanziato dal Governo con 32 milioni di euro per il triennio 2015-2017 con l’obiettivo di migliorare la quantità produttiva e sostenere commercialmente, in Italia e all’estero, chi produce e vende qualità. Di più, ritengo sia opportuno che a questa strategia partecipino attivamente le Regioni per garantire maggiore forza all’azione di tutela e sviluppo della filiera olivicola. Con il varo del Piano straordinario per il Made in Italy, il Governo Renzi ha scelto di puntare molto sull’agroalimentare per sostenere la ripresa e la crescita del Paese – conclude Colomba Mongiello ad agricultura.it – Il Piano Olivicolo Nazionale è parte integrante di questa strategia e deve essere avviato quanto prima per coglierne gli effetti positivi».

Lorenzo Benocci

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