Il futuro della politica rurale secondo l’Ocse

Dal rapporto condotto tra esperti internazionali, forze economiche e istituzionali locali, il territorio senese grazie alla forte connotazione culturale, alle politiche multisettoriali operate dalle amministrazioni e alle sue peculiarità legate ai prodotti, nel 2002 è stata indicato dall’Ocse come modello di sviluppo rurale. Scelta per questo come luogo più adatto per discutere sul futuro delle politiche nel settore dello sviluppo rurale, Siena il 10, l’11 e il 12 luglio 2002 è stata sede dela Conferenza internazionale sul “Futuro della Politica Rurale”. Organizzata dalla Divisione Governace e dalla sezione riviste Territoriali dell’Ocse in collaborazione con la Provincia di Siena e il gruppo di Consulenza Nomisma la conferenza ha confermato che occorre una forte cultura del territorio e un costante confronto tra tutte le forze economiche e sociali per assicurare lo sviluppo nel mondo. “Il successo internazionale di Siena – spiega Fabio Ceccerini nell’introduzione alla pubblicazione degli atti della conferenza – deriva dalle sue vocazioni finanziarie e universitarie, e, recentemente, per le attività legate all’innovazione, alle biotecnologie e alle società dell’informazione. Ma l’elemento nuovo è stato individuato dall’unione che si era saputa mantenere tra una forte tradizione storica e il desiderio di innovazione”. La pubblicazione degli atti chiarisce e conferma come il Piano strategico di sviluppo della Provincia di Siena sia un vero strumento operativo che individua proprio nello sviluppo rurale, nella scelta della qualità, nell’intreccio tra turismo, ambiente, promozione dei beni culturali una sfida per fare di Siena un modello di sviluppo in Europa e nel mondo. Molti gli interventi di prestigio che hanno favorito l’occasione per discutere della politica rurale nel contesto della globalizzazione e individuare gli strumenti necessari per gettare le basi e realizzare uno sviluppo rurale sostenibile. Ricordiamo la partecipazione di Arantzazu Aramburu e Mario Pezzini, del segretariato dell’Ocse, Gianfranco Viesti, docente di Economia delle Politiche Agricole e Forestali, Stefano Vaccari capo di gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Pierluigi Fabrizi, presidente Mps, Giuseppe Mussari, Susanna Cenni, assessore Regionale al turismo della Regione Toscana, Fabio Ceccherini presidente dell’Amministrazione Provinciale di Siena. Esperti, politici di rilievo internazionale di sviluppo rurale e rappresentanti delle ONG hanno dato voce alle tante problematiche che il tema in questione propone. Fra i relatori era presente anche Fabrizio Branca, presidente del Comitato della Politica di Sviluppo Territoriale. Interessante l’intervento di Steffan Bond, consiglio dei movimenti popolari per lo sviluppo rurale in Svezia, sui problemi della nuova politica rurale, o quello di Paolo de Castro, presidente di nomisma 256 sul ruolo dello sviluppo rurale nella politica agricola comunitaria. Prodotti di alta qualità e prodotti tipici regionali, un indirizzo promettente per lo sviluppo endogeno sono i contenuti dell’intervento di jan Douwe Van Der Ploeg del dipartimento di scienze sociali, gruppo di sociologi rurali università di Wageningen. Dalle Riviste territoriali del’Ocse su Tuerel, Spagna (2000), Tzoumerka, Grecia (2001), Siena, Italia (2002), emerge principalmente l’esigenza di considerare lo sviluppo rurale come un’esigenza territoriale e non come una questione settoriale di cui occuparsi mediante politiche agricole. Dunque, come dice Fabio Ceccherini “sfide per il futuro per portare le imprese senesi e l’intero territorio alla competizione sui mercati internazionali”.

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