Mercato cerealicolo in Italia nei primi tre mesi del 2019. Importazioni in calo per quantità (-2,7%) in aumento nei valori (+7,9%)

Sulla base dei dati provvisori Istat le importazioni in Italia nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nel primo trimestre 2019 sono diminuite nelle quantità di 147.000 tonnellate (-2,7%) e aumentate nei valori di 108,2 milioni di Euro (+7,9%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel comparto dei cereali in granella da notare la diminuzione delle importazioni di grano tenero (-140.000 t), granturco (-139.000 t), orzo (-44.000 t) e altri cereali minori (-15.000 t), e l’aumento invece degli arrivi di grano duro (+235.000 t). L’import di riso, considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio e riso lavorato, risulta in aumento di 21.500 t (+51%). Per quanto riguarda il comparto dei semi oleosi e proteici, si rileva l’incremento dell’import dei semi e frutti oleosi (+77.000 t, di cui +89.600 di semi di soia) e la riduzione delle farine proteiche vegetali (-78.000 t, di cui -58.500 di farina di soia).

Le esportazioni dall’Italia nel primo trimestre 2019 diminuiscono nelle quantità di 43.700 tonnellate (-3,9%) ed aumentano nei valori di 44,4 milioni di Euro (+5,2%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In evidenza la riduzione delle vendite all’estero dei cereali in granella (-69.000 t, -72%, soprattutto nel grano duro) e del riso (-7.500 t, -3,7%, nel complesso tra risone, riso semigreggio e riso lavorato). Aumentano per contro le esportazioni dei prodotti trasformati (+2,3%), della pasta alimentare (+3,1%), dei mangimi a base di cereali (+18,7%) e della farina di grano tenero (+9,9%). In calo invece dell’8,9% le quantità di semola di grano duro inviate all’estero.

I movimenti valutari relativi all’import/export del settore hanno comportato nei primi tre mesi del 2019 un esborso di valuta pari a 1.480,5 milioni di Euro (1.372,3 nel 2018) ed introiti per 892,1 milioni di Euro (847,7 nel 2018). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -588,4 milioni di Euro, contro -524,6 milioni di Euro nel 2018.