Toscana. L’assessore Saccardi saluta l’agricoltura. Un Verde o un M5S al suo posto?

FIRENZE – In Toscana Stefania Saccardi (Italia Viva), neo eletta Presidente del Consiglio Regionale, saluta il settore agricoltura, che l’ha vista nel Giani 1 (2020-2025), come assessore regionale.

“Come ultimo atto da Assessore Uscente alle politiche agricole di Regione Toscana, – ha detto la Saccardi – ho voluto incontrare e ringraziare le dipendenti ed i dipendenti della Direzione Agricoltura che in questi anni mi hanno aiutata a raggiungere i molti obiettivi che ci eravamo prefissati.

Ho trovato una squadra di persone corrette e preparate con le quali è stato davvero un piacere condividere questa esperienza importante per me sotto il profilo professionale ma anche umano. Mi hanno dedicato un augurio che mi ha fatto commuovere e che mi farà piacere portare con me a memoria di questa bella esperienza. A tutte e tutti voi ancora Grazie di Cuore”.

Ma chi andrà al suo posto?

Nel campo largo del Giani bis i nomi che sembrano in prima fila per l’assessorato agricoltura sono Alberto Lenzi (Alleanza Verdi Sinistra) e David Barontini (Movimento 5 Stelle).

Lenzi (sindaco di Fauglia – Pisa) di Verde Europa (e AVS) attivista ambientalista e animalista (in passato anche presidente Enpa Livorno), potrebbe essere assessore del settore primario alle prese con l’emergenze ormai ultradecennali degli ungulati e selvatici, specie perlomeno da dimezzare per salvare l’agricoltura toscana, e presenza lupo che imperversa in tutta la regione, allevamenti zootecnici, ma anche in città.

L’M5S di Barontini, invece, nel “patto” pre-elettorale con Giani ha inserito, fra i punti del programma, anche il ritorno della tanto combattuta “legge Marson” che a livello urbanistico avrebbe causato danni importanti al mondo del vino e del florovivaismo, bloccando investimenti e reimpianti (LEGGI).

Senza dimenticare un altro annoso problema di questa regione, la mancanza di risorsa idrica, visto che solo il 9% dell’agricoltura toscana è irrigata.

Mentre il settore avrebbe bisogno di investimenti, di innovazione, di infrastrutture, di ricerca, di un rilancio con una visione che guardasse al futuro e non di uno stallo dato dalle ideologie.

 

 

 

 

 

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