NUOVA DEHLI – Si è parlato di nuove professionalità e di formazione nella terza giornata di EIMA Agrimach, la rassegna dei macchinari e delle tecnologie agricole per l’India e il sud-est asiatico, che si è chiusa lo scorso 29 novembre a Nuova Delhi.
Il tema, di grande rilievo per un Paese che sta digitalizzando la propria economia agricola, è stato al centro del convegno intitolato “Skilling Rural Youth and Farmers for a Mechanized and Digital Agriculture Future”, svoltosi nell’ambito della kermesse agromeccanica organizzata dalla Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma e dalla Federazione indiana delle camere di commercio e industria Ficci.
Moderato da Ruchira Saini, Responsabile advocacy e relazioni istituzionali per l’India e Asia meridionale presso la Corteva Agriscience, l’evento ha visto la presenza di V.N. Kale, Commissario aggiunto macchinari e tecnologie presso il Dipartimento per l’agricoltura e il benessere degli agricoltori; D. K. Singh, ricercatore senior e supervisore principale presso il centro di eccellenza AgriPV; Mukesh Jain, direttore dell’Istituto per la formazione e la prova delle macchine agricole della Regione Settentrionale (NR-FMTI); Satender Singh Arya, CEO del Consiglio per le competenze in Agricoltura dell’India (ASCI); Varun Yadav, Manager della Syngenta Foundation for Sustainable Agriculture; Shruti Aggarwal, senior manager di YARA International.
Meccanizzazione e digitalizzazione sono i due driver che stanno guidando la trasformazione dell’agricoltura indiana, che oggi vede un impiego crescente di droni, piattaforme software, servizi basati sull’IA. Tecnologie d’avanguardia, queste, che per essere impiegate in modo realmente efficace richiedono profili professionali altamente specializzati non sempre disponibili.
La forza lavoro del subcontinente, infatti, è ancora prevalentemente rurale e presenta lacune nell’utilizzo dei macchinari moderni e delle piattaforme digitali, e nello sfruttamento delle nuove opportunità legate all’agri-business.
Il deficit formativo – hanno sottolineato i relatori – è trasversale a tutto il comparto e riguarda anche le fasce d’età più giovani, quelle che invece dovrebbero essere più inclini all’innovazione. Colmare il divario è dunque essenziale per incrementare la produttività dell’economia agricola, ma anche per migliorare le condizioni di vita nelle zone rurali e garantire una crescita inclusiva.
Proprio per questo è necessario non solo individuare modelli formativi innovativi, frutto di partnership tra industria, università e istituzioni, ma anche tracciare una roadmap che – è stato spiegato in conclusione dei lavori – permetta agli agricoltori di contribuire ancora più attivamente alla modernizzazione dell’agricoltura indiana.
























