Cesti di Natale: le regole per il trattamento Iva. Quello che c’è da sapere

FIRENZE – Feste di fine anno in arrivo. E con esse la consuetudine richiedere al produttore agricolo di confezionare cesti o pacchi, contenenti i prodotti della propria azienda e non solo. Ed il regalo di Natale è fatto.

Ma per le aziende come funziona l’Iva sui cesti natalizi?

Al momento della vendita della confezione l’imprenditore si può trovare in difficoltà per l’aliquota da applicare ai beni in fattura: prodotti soggetti ad aliquote diverse, (olio al 4%, vino al 22%, miele al 10%, ecc.), la gestione del costo della confezione, degli arredi e del servizio di confezionamento.

Se il produttore agricolo cede solo i beni di sua produzione (vino, olio, miele, ecc.), sulla fattura dovrà indicare, distintamente per aliquota, la natura, la qualità e la quantità dei beni oggetto della cessione. Il contenitore (cesto, scatola, ecc.) utilizzato per il confezionamento, così come il materiale da confezione e da arredo, quali cellophan, nastro, ecc., potrà non essere fatturato al cliente, se questo assolve la semplice funzione di imballaggio e viene ceduto al cliente come omaggio. Il produttore può inoltre effettuare la cessione del cesto così come confezionato senza distinzione dei prodotti contenuti, addebitando al cliente anche il costo del confezionamento (cesto, nastro, cellophan, ecc.). In questo caso, però, la cessione deve essere effettuata complessivamente ad aliquota IVA ordinaria del 22%. Quest’ultima tipologia di cessione è riconducibile ad attività commerciale con tutti gli aspetti conseguenti.

Capita spesso che l’imprenditore inserisca nella confezione altri prodotti che, seppure di origine agricola, non ha prodotto lui, oppure, gadget diversi (agende o porta chiavi personalizzati, ecc.)

Se i gadget sono omaggiati dall’imprenditore agricolo questi, nella maggior parte dei casi, non rilevano ai fini Iva. Se invece l’imprenditore per tali beni richiede un corrispettivo, dovrà applicare l’aliquota corrispondente al prodotto, riversare all’erario l’IVA incassata e dichiarare il ricavo, al netto dei costi sostenuti per l’acquisto, nella dichiarazione dei redditi. Attenzione. Se questa ultima attività non è occasionale, nel senso che si ripete ogni anno, è soggetta alle ordinarie regole previste per il commercio.


FONTE – Dimensione Agricoltura – Dicembre 2025

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