ROMA – “Il Trentino, così come la Lessinia, vive da anni in prima linea la sfida della difficilissima convivenza con il lupo. Malghe abbandonate, bestiame predato, allevatori costretti a vivere nell’incertezza: questa non è una questione teorica, ma vita quotidiana, lavoro, sicurezza e futuro di comunità reali”.
Lo dichiara Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia.
“I recenti episodi ad esempio avvenuti in Lessinia confermano che non si tratta di casi isolati – prosegue la Ambrosi -, ma di un fenomeno sempre più diffuso che interessa l’intero arco alpino e prealpino, estendendosi ormai anche a gran parte del territorio nazionale, lungo Appennino e aree interne. Non è un problema locale, ma questione nazionale.
Come relatrice in XIV Commissione Politiche UE, rivendico con orgoglio un risultato storico: l’Italia è stata la prima Nazione europea a prendere posizione formale sulla gestione del lupo, aprendo la strada a una linea poi condivisa da diversi Stati membri.
Un percorso serio e approfondito, frutto di un lavoro ampio di ascolto: Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, amministratori locali, ISPRA, ricercatori, allevatori, agricoltori, associazioni, categorie economiche, associazioni ambientaliste e cacciatori. Abbiamo ascoltato tutti. Non con ideologia, ma con metodo e realtà.
E la realtà del Trentino parla chiaro: nelle valli – dalla Val di Sole alla Val di Non fino alla Bassa Valsugana e al Tesino – consultazioni popolari e referendum locali hanno visto migliaia di cittadini chiedere più tutela, più sicurezza e risposte concrete sulla gestione dei grandi carnivori.
Un segnale democratico forte, che la politica ha il dovere di interpretare e trasformare in scelte.
Il risultato di questo lavoro è stato inserito nell’Articolo 8 della Legge di Delegazione Europea 2025, punto cardine del provvedimento. L’articolo 8 contiene la delega che permette all’Italia di recepire la direttiva europea che modifica lo status di protezione del lupo.
È semplice: senza l’articolo 8 la direttiva resterebbe sulla carta; con l’articolo 8 diventa attuabile e consente alle istituzioni di intervenire con strumenti concreti per la gestione e il contenimento del predatore, tutelando allevatori, sicurezza e comunità montane.
Ed è esattamente questo passo avanti che la sinistra ha provato a cancellare.
In Aula il centrosinistra ha tentato di vanificare mesi di lavoro istituzionale, ignorando territori, famiglie e realtà che convivono quotidianamente con la presenza del lupo.
Un blitz politico respinto con decisione dalla maggioranza.
La sinistra ha anteposto ancora una volta l’ideologia alla realtà.
Una distanza evidente, che spiega perché fatichi a parlare al Paese reale.
Papa Francesco lo ha ricordato con parole limpide: “Quando si vuole più bene agli animali che all’uomo, qualcosa non funziona.”
È una linea concreta, di buon senso.
La tutela della fauna è un valore, ma non può trasformarsi in un dogma ideologico a scapito dei cittadini, dei pascoli e delle comunità. La montagna vive se la si può abitare, coltivare e difendere.E noi siamo qui per garantire questo.
Dal Trentino alla Lessinia, dalle Alpi alle Prealpi – e in tutta Italia – difendiamo chi vive la montagna, chi produce, chi lavora
Con serietà, responsabilità e determinazione. Non arretreremo di un passo” conclude la Ambrosi.






















