Alluvioni, Timac Agro Italia e Università UC Davis presentano il Modello Romagna

RAVENNA – Si è tenuto a Ravenna l’evento “Il recupero della fertilità dei suoli post alluvione”, organizzato da Timac Agro Italia, un momento di confronto tecnico e scientifico dedicato a una delle priorità più rilevanti per l’agricoltura romagnola dopo le gravi alluvioni che hanno colpito il territorio nel maggio 2023 e nel settembre 2024.

All’incontro sono intervenuti Roberto Scozzoli, direttore di Apimai Ravenna, Gian Luca Bagnara, economista specializzato in agribusiness e politiche agricole, presidente del gruppo di lavoro avicolo del Copa-Cogeca e membro di comitati internazionali su economia della biodiversità e sviluppo rurale, Claudio Ciavatta, professore ordinario di Chimica Agraria all’Università di Bologna, già Presidente della Società Italiana di Chimica Agraria e accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.

Pierluigi Sassi

Per Timac Agro Italia erano presenti Pierluigi Sassi, amministratore delegato, Loris Rossi, responsabile vendite Nord, e Giordano Basili Luciani, marketing operativo e leader del progetto.

 

 

Le alluvioni hanno avuto un impatto profondo sulla provincia di Ravenna e sull’intera Romagna: oltre 8mila aziende agricole colpite e 1,5 miliardi di euro di perdite stimate solo per l’evento del maggio 2023, tra mancata produzione lorda vendibile e danni a colture e strutture. L’acqua ha lasciato sui terreni allagati uno spesso strato di limo e sabbia fine, compromettendo la ripresa delle normali attività agricole.

In questo contesto nasce il Progetto Ravenna, sviluppato da Timac Agro Italia, player di riferimento nella nutrizione vegetale, grazie alla collaborazione con la prestigiosa Università californiana UC Davis, punto di riferimento mondiale nella ricerca agronomica, e al supporto di avanzate analisi satellitari e di campo. L’obiettivo è guidare interventi agronomici mirati per il recupero delle potenzialità produttive dei suoli e rafforzare la resilienza di uno dei più importanti comprensori agricoli italiani.

Uno dei risultati centrali del progetto è stata la realizzazione di una mappatura puntuale delle aree che hanno maggiormente risentito della perdita di fertilità, uno strumento di lettura innovativo che consente di identificare con precisione le criticità emerse a seguito degli eventi alluvionali. Le immagini elaborate, ottenute dall’integrazione di dati satellitari e rilievi in campo, permettono inoltre di visualizzare l’evoluzione dei terreni nel tempo, offrendo una fotografia dinamica degli effetti dell’alluvione sui suoli e del loro progressivo recupero.

«Abbiamo scelto di partire dall’ascolto dei bisogni concreti degli agricoltori del ravennate e la nostra presenza unica sul territorio ci ha consentito di farlo nel modo più efficiente – ha dichiarato Pierluigi Sassi, CEO di Timac Agro Italia – Di fronte a un evento così estremo, serve agire con metodo scientifico, tecnologia avanzata e soprattutto gioco di squadra. La sinergia con UC Davis e con le realtà locali dimostra che quando competenze internazionali e conoscenza del territorio si incontrano, è possibile costruire soluzioni realmente efficaci».

Il progetto ha richiesto un impegno significativo in termini di mezzi, risorse e competenze, dovendo affrontare criticità complesse: campionature estese per garantire validità statistica, logistiche articolate lungo tutto l’arco dell’anno, numerose variabili da analizzare e criteri di selezione sofisticati per individuare le aree di intervento prioritarie.

Accanto alle analisi di laboratorio, Timac Agro Italia ha messo in campo strumenti evoluti come scanner spettroscopici di ultima generazione, capaci di rilevare e spazializzare direttamente in campo i principali parametri fisico-chimici dei suoli. Il lavoro si è articolato anche attraverso questionari agli agricoltori, accesso a banche dati geospaziali, analisi preliminari, campionamenti mirati, analisi dei dati e formulazione di proposte operative.

Dallo studio è emerso che l’alluvione ha determinato una significativa riduzione delle dotazioni di fosforo nei suoli, una diminuzione più contenuta della sostanza organica e una importante interazione tra questi due fattori, con perdite di fosforo più accentuate nelle aree caratterizzate da bassa sostanza organica.

«Il recupero della fertilità dei suoli alluvionati nel più breve tempo possibile è una priorità assoluta – ha aggiunto Sassi – perché significa restituire prospettiva economica alle aziende agricole e tutelare il futuro di un territorio strategico per l’agroalimentare italiano. I nostri tecnici sono al fianco degli agricoltori romagnoli per tradurre i dati scientifici in strategie nutrizionali concrete e sostenibili».

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di innovazione di Timac Agro Italia, sostenuto anche dal Centro Mondiale dell’Innovazione Roullier (CMI), il più grande centro di ricerca privato in Europa dedicato alla nutrizione vegetale e animale, fondato nel 2015 e attivo attraverso una rete globale di partnership scientifiche.

Il Progetto Ravenna rappresenta così un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra impresa, mondo accademico e territorio, in cui visione, tecnologia ed eccellenza scientifica si mettono al servizio delle comunità agricole per affrontare le sfide climatiche e costruire risposte solide, misurabili e orientate al lungo periodo.

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