Vino Amarone. Un 2025 complesso (-2,4%), ma con segnali di ripresa da export: UK +8,9%, Germania +5,1%

VERONA – Sul fronte del mercato, per la prima denominazione rossa del Veneto e tra le principali in Italia con un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro, si è chiuso un 2025 difficile ma con una buona ripresa nell’ultimo trimestre.

Lo rileva, oggi a Verona, il Consorzio tutela vini Valpolicella in occasione di Amarone Opera prima (alle Gallerie Mercatali fino a domani), l’evento annuale di riferimento per le nuove annate del territorio.

Il saldo dell’imbottigliato segna una contrazione più contenuta rispetto alle premesse, se si considera il difficile contesto congiunturale: l’Amarone chiude a -2,4% (circa 102 mila ettolitri), il Valpolicella a -2,7% (123,8 mila ettolitri), mentre il Ripasso scende del 3,7% (oltre 205 mila ettolitri). In chiave export, i rossi Dop veneti fino a 15° (quindi al netto dell’Amarone) – dove la Valpolicella ha un’incidenza quasi totalizzante – segnano nei primi 10 mesi del 2025 un calo tendenziale in valore del 2,1% (+0,4% il volume), un decremento di 3 volte inferiore rispetto alla performance nazionale della categoria rossista (-6,2%). Pesa Il dazio statunitense nella seconda parte dell’anno, che porta a un gap del valore a -5,8%, ma anche i cali significativi in Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%), Norvegia (-6,5%%). Bene invece alcune piazze di sbocco importanti, come il top buyer Canada (+4,8%) ma anche Germania (+5,1%), Svezia (+4,7%), Regno Unito (+8,9%) e Paesi Bassi (+12%).


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