Vino Amarone. Vigneto Valpolicella sempre più sostenibile (53% superficie). Un valore aggiunto per il mercato: +110% negli ultimi 3 anni

VERONA – Balzo green tra i filari della Valpolicella, dove per la prima volta le pratiche sostenibili certificate rappresentano la maggior parte del vigneto.

Lo rileva, oggi a Verona, il Consorzio tutela vini Valpolicella in occasione di Amarone Opera prima (alle Gallerie Mercatali fino a domani), l’evento annuale di riferimento per le nuove annate del territorio. Nel 2025, complice la viticoltura biologica ma soprattutto quella ministeriale certificata Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) che valorizza le produzioni agricole vegetali coltivate con metodi sostenibili sia in vigna che in cantina, la quota di superficie ecocompatibile è salita al 53% (era al 42% nel 2024) rispetto al totale, con un exploit di circa mille nuovi ettari solo nell’ultimo anno.

“In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità – ha detto il presidente del Consorzio Valpolicella, Christian Marchesini –, asset in chiave green del proprio territorio ma anche leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord-Europa al Nord-America, dove è considerata un valore aggiunto. La certificazione volontaria Sqnpi – ha aggiunto – ha trovato terreno fertile tra i nostri produttori, con una crescita del 47% solo nel 2025 e del 110% negli ultimi 3 anni”. Secondo l’analisi del Consorzio, che ad Amarone Opera prima presenta la propria annata 2021, la tutela agro-ambientale certificata insiste oggi su quasi 4666 ettari rispetto a un totale della denominazione di circa 8600 ettari. Di questi, 1100 ettari sono biologici (in contrazione del 9%) e quasi 3500 certificati con il logo ministeriale della sostenibilità.

 

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