Zootecnia. Cia agli Stati Generali: Ripartire da reddito, gestione offerta ed equità

ROMA – Tutelare il reddito delle imprese zootecniche, rafforzare gli strumenti di gestione dell’offerta e della prevenzione sanitaria, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire regole uguali per tutti lungo la filiera e nei rapporti con i Paesi Terzi, partendo dal Mercosur.

Sono questi i punti di ripartenza ribaditi da Cia-Agricoltori Italiani agli Stati Generali della zootecnia, i primi mai organizzati e ospitati, oggi, da Fieragricola.

“La zootecnia italiana è un asse portante della nostra economia e della sicurezza alimentare del Paese -ha detto il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini, all’evento Assalzoo e Fieragricola-. Difendere un patrimonio da 180 miliardi di euro di valore generato dalla Feed Economy, significa difendere l’Italia”.

Andamento del settore

Il quadro congiunturale conferma le difficoltà del comparto. I consumi presentano un quadro disomogeneo: calano il latte fresco (-1,2% in volume), mentre il latte UHT cresce in valore (+3,4%). Sul fronte delle carni, nonostante un aumento della produzione bovina (+3,4% nel primo semestre 2025), l’Italia resta strutturalmente deficitaria.

I forti aumenti dei prezzi all’origine (+20% annuo per i vitelloni) si riflettono sui prezzi al consumo (+8,1%). Diversa la dinamica del comparto suinicolo: crescono i consumi di carne (+7,9% nel mese, +8,1% su base annua) e si mantengono positivi i risultati dei prosciutti Dop. Quanto all’avicunicolo si registra un aumento contenuto del +1,2%.

Focus sulle priorità

Ecco perché Cia spinge sulla valorizzazione della produzione primaria come perno della filiera, sulla tutela della redditività degli allevatori, su regole di reciprocità negli scambi. Fondamentale l’Ocm latte e urgente una comunicazione corretta ed esaustiva, basata su evidenze scientifiche rispetto al ruolo della zootecnia.

“Per Cia la sostenibilità ambientale, il benessere animale e l’innovazione non sono slogan, ma impegni quotidiani degli allevatori, che operano già secondo standard tra i più rigorosi al mondo -ha sottolineato il vicepresidente di Cia-. Ma attenzione, sono asset che tengono se si bada alla redditività dei produttori, a investimenti su sanità e ricerca, se si assicura un fondo specifico al lattiero-caseario in difficoltà. Solo così la filiera potrà continuare a garantire sicurezza alimentare, occupazione e presidio dei territori, soprattutto nelle aree rurali e interne”.

Appello a governo ed Europa

Alle istituzioni, dagli Stati Generali della zootecnia, l’appello di Cia: il comparto chiede scelte politiche concrete e coordinate, una strategia strutturale di promozione e informazione.

L’unitarietà tra tutte le componenti della filiera zootecnica-alimentare, proposta dai primi Stati Generali del settore, sia un obiettivo di crescita condivisa e responsabile.

“Diamo alla zootecnia italiana -è il punto di Cia- condizioni eque per competere e continuare a fare la sua parte per il Paese”.

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