VERONA – In occasione di Fieragricola 2026, Andrea Rocchi, Presidente del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), ha delineato una visione chiara e concreta per il futuro del settore agricolo italiano, ponendo al centro il ruolo strategico della ricerca e dell’innovazione.
“Stiamo portando avanti una proposta concreta – ha dichiarato Rocchi – cioè quella di rafforzare il sistema di trasferimento tecnologico e fare in modo che la ricerca sia sempre più allineata e sia sempre più a supporto delle filiere produttive. Se noi riusciamo a fare questo, cioè avvicinare i nostri ricercatori ai produttori, alle imprese agricole, penso che avremo fatto un grande lavoro di squadra e soprattutto un grande supporto al sistema Paese”.
Dal suo insediamento, il CREA ha avviato un percorso strutturato di sviluppo, partendo dall’approvazione di un documento decennale di sviluppo strategico. Questo strumento serve a orientare la ricerca e a fornire un indirizzo chiaro alle attività presenti e future: “L’agricoltura è dinamica, le sfide sono globali, i cambiamenti climatici ci impongono di cambiare tutti insieme e continuamente”.
Rocchi ha sottolineato l’importanza dell’expertise accumulata dai ricercatori del CREA, frutto di decenni di lavoro: “I ricercatori hanno un’expertise pluriannale, ultradecennale che può essere molto utile a rafforzare la capacità di produrre meglio, produrre in maniera più resiliente e resistente ma soprattutto di creare nuovo e aggiunto valore che è quello che poi serve all’agricoltore per rimanere in campo e per avere un’azienda sana e produttiva”.
Un esempio recente di come valorizzare le produzioni italiane è stato citato dal Presidente: il successo ottenuto dal Ministro Lollobrigida nel far riconoscere la cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO. “Che significa? Significa che si dà un valore, si dà un nome e cognome a una produzione che prima era solo made in Italy, adesso sta all’interno di un sistema valoriale e culturale che è quello che permette di generare valore”.
Per Rocchi, creare valore attraverso la ricerca – non solo scientifico ma soprattutto economico – è indispensabile per rafforzare le filiere produttive, in particolare il settore agroalimentare: “Creare il valore della ricerca ma soprattutto economico è indispensabile per rafforzare le filiere produttive e in particolare il settore agroalimentare”.
























