Conserve Italia. Gardini: 90 milioni euro su IA e guida autonoma. Mercosur? Più luci che ombre

Le navette a guida autonoma del magazzino di Pomposa

ROMA – Intelligenza artificiale nei campi. Navette a guida autonoma nel magazzino. “Abbiamo investito 90 milioni di euro per ridurre il consumo di energia e acqua per dare sempre più qualità ai nostri prodotti”.

Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia e numero uno di Confcooperative, parla di “una scelta strategica necessaria per competere sui mercati esteri”.

Ma per vincere questa sfida servono scelte politiche precise e univoche: “Dazi richiamano dazi innestando un circolo vizioso. Quei mercati, dunque devono essere aperti”. Ecco perché il giudizio sugli accordi di libero scambio portati avanti dall’Ue è sostanzialmente positivo: “Io vedo più luci che ombre nel trattato Mercosur e tante opportunità da costruire nell’intesa appena firmata con l’India”.

Secondo Gardini il “faro” che deve illuminare il percorso e i ragionamenti sugli effetti della politica estera Ue è “l’accordo Ceta in vigore con il Canada, contestato duramente e approvato dopo una lunga discussione. Intesa i cui effetti positivi adesso sono da tutti riconosciuti”. Certo, serve cautela: “Sul Mercosur vedo tanta, troppa ideologia ma registro anche molta preoccupazione che sento legittima e allora dico: guardiamo i numeri che ci dicono che ci sono luci e ombre e diversità da settore a settore”.

Secondo Gardini, infatti, “nel nostro paese l’agricoltura ha un ruolo centrale ma è necessario fare una valutazione che tenga conto anche del ruolo dell’industria e delle sue necessità”. Senza dimenticare che “dentro il comparto agricolo le filiere del vino e del formaggio avrebbero notevoli benefici dall’intesa mentre lo zucchero da barbabietola andrebbe in sofferenza”. Ecco, perché sarà necessario “concentrare i sostegni sulle filiere penalizzate e garanzie sulla reciprocità dal punto di vista della sicurezza alimentare e dall’uso di molecole chimiche”.

Più export, allora, anche “grazie alla rivoluzione delle nostre ambasciate che adesso si occupano anche di favorire la penetrazione delle nostre aziende grazie al personale diplomatico che abbiamo contribuito a formare”. Più export anche perché è “difficile crescere sul mercato nazionale dove si assiste ad una contrazione del consumo legato sicuramente alla riduzione del potere d’acquisto ma anche al cambiamento dei gusti dei consumatori”.

L’incertezza a livello globale complica la programmazione alle aziende e obbliga a non pianificare a lungo periodo ma si possono individuare linee guida da seguire per investire. Conserve Italia, così, che ha chiuso la stagione 2024/2025, con fatturato di 1,15 miliardi, “nel 2026 porterà a compimento il piano investimenti da oltre 86 milioni di euro, destinato a traghettare l’azienda verso nuove frontiere di innovazione tecnologica e digitalizzazione, con processi produttivi sempre più sostenibili”.

Gli obiettivi di Sostenibilità 2025-27 prevedono la riduzione di oltre 39.000 tonnellate di CO₂ e il raggiungimento del 42% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. Da poche settimane, nello stabilimento di Pomposa sono diventati operativi i 24 carrelli a guida autonoma che lavorano h24 “completando il percorso di innovazione e digitalizzazione del trasferimento delle merci”. I nuovi impianti di concentrazione del pomodoro – ribattezzati Thor – permettono di consumare il 40 per cento in meno di gas e il 20 per cento in meno di acqua ma “nello stesso tempo di mantenere la freschezza del pomodoro come richiede il mercato”.

E poi c’è il futuro. Il progetto Agrometeo, sviluppato dall’Ufficio Agricolo di Conserve Italia in collaborazione con xFarm Technologies e Università di Bologna, è stato avviato nell’autunno del 2023 dando vita in Emilia-Romagna alla più ampia rete di monitoraggio agronomico d’Italia che coinvolge circa 700 ettari di frutteti con impianti programmati di produzioni da industria. Una rete basata su sensoristica in campo e intelligenza artificiale che oggi supporta i frutticoltori su molteplici fronti, dall’irrigazione alla difesa fitosanitaria, fino alla stima delle rese. Il 2025 è stato il primo anno pieno di sperimentazione.

I risultati? Le trappole con riconoscimento automatico per il monitoraggio degli insetti nocivi hanno raggiunto un’accuratezza media intorno al 70% per le principali specie analizzate “confermando il potenziale della tecnologia, pur con margini di miglioramento per alcuni target”. Anche sul fronte della gestione irrigua la sperimentazione mostrato risultati incoraggianti, con riduzioni “dei volumi irrigui in alcuni casi superiori al 40% e un significativo miglioramento dell’efficienza d’uso dell’acqua, senza compromettere lo stato idrico delle piante”. Il 2026 servirà per consolidare i risultati raggiunti. Ancora Gardini: ““Questo progetto dimostra come la tecnologia possa diventare un alleato concreto dell’agricoltura trasformando i dati raccolti in decisioni operative, più rapide e sostenibili”.

 

Informazione pubblicitaria