NAPOLI – Sani, ma anche molto sostenibili, i legumi in scatola sono importanti anche per la nostra economia. In occasione della Giornata Mondiale dei Legumi, l’ANICAV – Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali – fa il punto della situazione analizzando dati e trend di consumo.
Quella dei legumi in scatola si conferma una produzione importante per il comparto delle conserve vegetali con un fatturato, nel 2025, di oltre 1,2 miliardi di euro (+3% sul 2024), di cui circa 700 milioni derivano dall’export che continua a crescere sia in valore che in volume (circa +4%), a dimostrazione che la qualità dei prodotti italiani è sempre più apprezzata e riconosciuta sui mercati internazionali.
Per quanto riguarda i consumi interni, nel 2025 si è registrato un trend positivo sia in termini di volumi che di valore. I fagioli in scatola sono ancora una volta il prodotto più venduto, rappresentando circa il 42% del mercato delle conserve vegetali al netto delle conserve rosse.
“I legumi in scatola rappresentano un pilastro fondamentale di una corretta alimentazione. Le loro riconosciute proprietà benefiche, unite a un impatto ambientale contenuto, li rendono la principale alternativa alle proteine di origine animale. Non è un caso che la FAO li indichi come nutrienti chiave per un futuro sostenibile – sottolinea Giovanni De Angelis, Direttore Generale di ANICAV –. Anche sotto il profilo economico i dati ci dicono che si tratta di un comparto strategico. I legumi in scatola trasformati in Italia si confermano, quindi, un’eccellenza riconosciuta nel mondo per l’elevato livello di qualità e sicurezza, risultato di un’attenta selezione delle materie prime e di un costante impegno nei processi, anche attraverso l’impiego di tecnologie avanzate, che le nostre aziende continuano a garantire”.
Cos’è ANICAV
L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato.
Essa associa i 3/4 delle industrie di trasformazione operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo, con un fatturato, nel 2024, di 3,9 miliardi di euro (oltre il 70% del fatturato totale del comparto italiano della trasformazione del pomodoro). Circa il 60% delle produzioni è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia) facendo del pomodoro un ambasciatore dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo.
























