ROMA – «L’agricoltura biologica può e deve essere uno dei pilastri su cui costruire il futuro dell’ agroalimentare europeo: un settore che può coniugare sostenibilità ambientale e sociale, qualità del cibo, reddito di chi produce e nuove opportunità per i giovani».
Lo dichiara Camilla Laureti, eurodeputata del Pd, vicepresidente di S&D e responsabile dem per le politiche agricole, indicata come relatrice per il Parlamento europeo sulle modifiche al regolamento sull’agricoltura biologica.
«In Europa oggi – sottolinea Laureti – il biologico coinvolge oltre 17 milioni di ettari coltivati, pari all’11% della superficie agricola utilizzabile. L’obiettivo fissato dall’Ue è ambizioso ma necessario: arrivare al 25% entro il 2030. Un traguardo che va sostenuto con politiche coerenti, investimenti adeguati e norme chiare».
Il settore continua a dimostrare resilienza: le vendite al dettaglio di prodotti biologici nell’UE si attestano sui 45 miliardi di euro.
«Un dato che conferma la fiducia dei cittadini – aggiunge Laureti – rafforzata anche dal fatto che il logo biologico europeo è il marchio più riconosciuto dai consumatori».
Significativo poi è il ruolo del biologico nel ricambio generazionale perché «tra i giovani la quota di aziende bio raggiunge il 20,7%, quasi il doppio rispetto alla media complessiva delle aziende agricole. È un segnale importante anche per la maggiore attenzione all’innovazione e alla sostenibilità che i giovani garantiscono».
Ad oggi, nell’Ue si contano circa 381 mila aziende biologiche, il 30% in più rispetto al 2018.
«L’Italia – ricorda Laureti – è al primo posto nell’Ue: circa il 30% delle aziende bio si trova nel nostro Paese, con 2,5 milioni di ettari coltivati, pari a circa il 20% della superficie agricola utilizzabile. Un primato di cui andare fieri e che va difeso e rafforzato».
Un ruolo chiave è svolto anche dai Piani Strategici della PAC dove sono stati allocati circa 19 miliardi di euro a sostegno dell’agricoltura biologica.
«Come relatrice al Parlamento europeo – conclude Laureti – lavorerò affinché le modifiche al regolamento sul biologico rafforzino questo settore, garantendo certezze agli agricoltori, valorizzando il lavoro dei giovani e creando le condizioni perché possano scegliere sempre di più l’agricoltura come occupazione».



















