Pomodoro, Carloni: Egitto mette a rischio filiera. Depositata interrogazione a ministri Lollobrigida e Schillaci

ROMA – “La filiera del pomodoro da industria italiano, fra i simboli del nostro Made in Italy, con 4 miliardi di euro di fatturato (di cui 3 mld di export), 10.000 occupati fissi più 25.000 stagionali e 7.000 aziende agricole rischia di essere vittima di pratiche commerciali sleali da parte di un nuovo competitor ostile: l’Egitto”.

E’ quanto dichiara Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

“Molte realtà industriali segnalano che le esportazioni di derivati di pomodoro dall’Egitto verso l’Europa sono in forte crescita: +88% solo negli ultimi 6 mesi del 2025 secondo Eurostat”, continua Carloni. “A questo si somma la messa a coltura di oltre un milione di ettari sul delta del Nilo (Project New Delta) destinato principalmente all’export sul mercato europeo e il ricorso a linee di produzione e di coltivazione lontane degli standard europei”.

“In più il ricorso massiccio di fitofarmaci vietati in Europa, come il Macozeb e il Chlorpyrifos, di cui spesso si trovano residui sui prodotti finiti, lo sfruttamento del lavoro minorile, il caporalato e l’utilizzo di lavoratori a basso costo, completano un quadro di massima allerta per l’Italia e per i comparti industriali”, spiega il presidente della Commissione Agricoltura.

“A fronte dei gravi rischi provenienti da coltivazioni e colture che non rispettano i nostri stessi standard alimentari e regolatori, ho depositato nella giornata odierna un’interrogazione ai ministri Lollobrigida e Schillaci per conoscere quali iniziative ritiene di porre in essere il Governo per tutelare la filiera italiana di produzione del pomodoro”, ha concluso Carloni, che ha aggiunto, concludendo, la necessità di conoscere “quali strategie intende adottare per arginare la concorrenza sleale, quali misure per la gestione del rischio derivante da eventuali effetti nocivi per la salute pubblica e se controlli di carattere sanitario sulle importazioni di pomodoro provenienti dall’Egitto sono stati già adottati”.

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