Cia Toscana, dalla Regione risposte concrete e azioni rapide

Per l’agricoltura toscana è il tempo delle risposte. Quelle su urbanistica, calo dei redditi, selvaggina, filiere produttive e quant’altro che la Confederazione italiana agricoltori della Toscana attende dalla Regione Toscana e dal presidente Claudio Martini da alcuni mesi, sulle molte problematiche ed emergenze ribadite direttamente al governatore toscano già lo scorso 7 luglio in occasione di un confronto organizzato dalla Cia.

L’incontro con la Regione – Intanto la Cia Toscana  apprende positivamente della convocazione del comparto agricolo regionale da parte del presidente Martini per il 21 ottobre a Firenze: “Questo significa – commenta il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci, – che l’agricoltura continua a godere di una considerazione primaria da parte di Martini e della giunta regionale e che rappresenta un settore importante per l’intera economia regionale. Sarà fondamentale, in un momento di forti ricadute della crisi internazionale anche sulla nostra agricoltura, avere delle certezze e delle risposte da Martini sulle condizioni di sviluppo delle filiere produttive, sulle questioni dei vincoli urbanistici in agricoltura, sul tema della governance e sul rilancio della programmazione regionale nel settore agricolo, in particolare – sottolinea Pascucci ricordando alcune delle priorità – sull’attivazione degli impegni presi dalla Regione Toscana in occasione dell’ultima conferenza regionale dell’agricoltura”.  

La crisi – Preoccupa non poco la difficile crisi che anche l’agricoltura toscana sta attraversando: pesante calo dei redditi (diminuiti dal 2000 al 2007 del 18 per cento, contro un +16% della media europea), aumento vertiginoso dei messi tecnici e dei costi di produzione, incertezze sulle prospettive delle imprese. E’ dal mese di gennaio che la Cia Toscana sta portando avanti incontri, convegni, iniziative e proposte concrete sulle diverse emergenze in atto: dalle risorse idriche, al devastante fenomeno dei danni da selvaggina; dall’attuazione del Piano di sviluppo rurale, alle politiche di filiera, come nel caso del latte ovino, solo per ricordare alcune iniziative assunte.  Inoltre – sottolinea la Cia regionale – è necessario accelerare sulla strada della semplificazione delle norme per le procedure che stanno rallentando, e non poco, gli investimenti e le attività da parte delle imprese e contemporaneamente aggravano i costi di produzioni.

Certezze per il settore – “La Regione Toscana – continua il presidente Pascucci – dopo aver condiviso le valutazioni sullo stato di difficoltà e di prospettiva dell’agricoltura toscana deve dare delle risposte, sulle intenzioni e sui tempi. Occorre dare certezze al sistema delle imprese riguardo alle politiche di sostegno agli investimenti, sia attraverso una rapida approvazione del Piano Agricolo Regionale, che garantendo una gestione del Piano di sviluppo rurale semplificata ed efficiente. Vanno attivate immediatamente le misure del Psr per la promozione delle filiere ed a sostegno delle attività di informazione e di consulenza tecnica alle imprese”.

Le criticità – Per la Cia Toscana bisogna liberare gli agricoltori dall’incubo dei cinghiali e degli ungulati, con azioni straordinarie per riportare la situazione alla normalità. E poi va chiusa quella che lo stesso Claudio Martini, definì, durante l’incontro del 7 luglio “una ferita culturale e politica, un vero macigno ai danni degli agricoltori”, riferendosi alle norme urbanistiche che tanti danni stanno creando alle aziende agricole toscane come da tempo denunciato dalla Cia, documentato anche in un dossier presentato dalla Confederazione regionale nel mese di marzo. Inoltre  – aggiunge la Cia della Toscana – occorre una organica programmazione delle risorse idriche in grado di eliminare gli sprechi, di creare infrastrutture per la raccolta e per la distribuzione dell’acqua, e di promuovere il riuso delle acque. “Sono azioni che possono essere fatte in tempi brevi e che non comportano spese aggiuntive – ribadisce Pascucci –, ma solo la volontà politica, capacità di decidere e di attuare le decisioni”.

Siena

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