Ecomondo, i veicoli fuori uso alla prova del fluff

La filiera del riciclo delle autovetture protagonista questa mattina ad ECOMONDO (fino a sabato 8 novembre a Rimini Fiera). Al centro dell’attenzione del convegno "I veicoli fuori uso – La svolta per il risultato" è stato l’approfondimento dell’Accordo di Programma Quadro sulla gestione dei veicoli fuori uso siglato lo scorso 8 maggio a Roma dai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e dalle associazioni che rappresentano la filiera industriale del trattamento dei veicoli a fine vita (ANFIA  e UNRAE per i costruttori di autoveicoli – FEDERAICPA per i concessionari di autoveicoli – FISE-UNIRE, CAR-CNA e ADA per le aziende di demolizione – ASSOFERMET per demolizione, frantumazione e recupero/commercio di rottame – AIRA per i frantumatori di rottame metallico).
 
Mission – Obiettivo dei lavori, dare una risposta industrialmente concreta ed in linea con i più impegnativi target di riciclaggio veicoli fissati dalla Commissione Europea al problema di 1,5 milioni di veicoli demoliti ogni anno in Italia. L’accordo siglato in Italia rappresenta infatti il primo e più avanzato esempio in Europa in cui tutti gli attori coinvolti in una filiera industriale, dalla  più grande industria automobilistica nazionale alla più piccola impresa familiare di demolizione, lavorano per trasformare questo enorme quantitativo di rifiuti in una miniera di materie da riutilizzare. Le imprese coinvolte nel processo di fine vita dell’autoveicolo sono le 1600 aziende di demolizione, le 350 aziende per la rottamazione e le 30 aziende per la frantumazione.
 
"Solo la capacità di lavorare in modo propositivo e integrato fra tutti gli operatori industriali, ciascuno nel proprio ambito – dice Luigi Pelaggi, presidente dell’accordo quadro nonché capo segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – potrà consentire al comparto di raggiungere gli obiettivi previsti dalla severa normativa europea. Inoltre la valenza innovativa di questo tavolo è la partecipazione, con uguali obiettivi, dei grandi gruppi industriali, delle medie e piccole industrie, sino alla componente artigianale e familiare".
 
Le date da ricordare – Dal 1° gennaio 2007 è in vigore il ritiro dell’autoveicolo a fine vita a costo zero per il cliente finale; da dicembre 2008 in vigore il vincolo omologativo sulla recuperabilità del veicolo al 95% in peso, di cui 10% max di recupero energetico; 1° gennaio 2015 recupero del veicolo a fine vita al 95% in peso; reimpiego/riciclaggio all’85% in peso
 
Europa e criticità – In Europa ogni anno arrivano a fine vita 12 milioni di veicoli, dei quali 1,5 milioni in Italia. Sono 900.000 le tonnellate/anno di materiale metallico riciclabile in sostituzione materia prima, cui si aggiungono gli indubbi vantaggi economici ed ambientali. La criticità riguarda le 300.000 tonnellate/anno di car fluff, attualmente da smaltire in discarica, con le forti limitazioni al conferimento di questo rifiuto in discarica (Direttiva discariche) e in assenza di reali alternative sul territorio.
Il car fluff è il rifiuto non metallico derivante dal ciclo (dalla bonifica alla frantumazione) della carcassa del veicolo dismesso, circa il 30% del peso del veicolo stesso ed è costituito da una miscela di materiali (plastica, gomma, vetro, fibre tessili, vernici, olii e lubrificanti, carta e cartone).
 
Progettazione – Per centrare gli obiettivi di recupero è quindi necessario migliorare la progettazione dei nuovi veicoli tenendo in considerazione il fine vita, ma anche utilizzare materiali e componenti del veicolo che ne incrementino la riciclabilità e recuperabilità durante le fasi di trattamento dei veicoli fuori uso, privilegiando l’impiego di materiali riciclati provenienti da beni fuori uso. Infine, favorire il reimpiego di materiali e componenti, con l’obiettivo qualità attività di demolizione e di riciclo dei materiali.
 
Car fluff – Il problema fondamentale riguarda il conferimento del car fluff. Al convegno di ECOMONDO s’è evidenziato un obiettivo: realizzare tre differenti impianti prototipo di scala industriale per il trattamento di rifiuto proveniente da veicoli a fine vita, utilizzando il processo di piro-gassificazione che garantiscano le migliori prestazioni di efficienza energetica, ambientale e di sostenibilità economica, diano autonomia ai partner industriali coinvolti rispetto al problema del conferimento in discarica, portino al raggiungimento del target nazionale di recupero energetico (5% dal 2006 e 10% dal 2015) e aiutino il raggiungimento del target di riuso e recupero (85% dal 2006 e 95% dal 2015).

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