Prove di fuga dalla crisi. Bilancio 2010 con gli assessori regionali

Sufficienza piena, con una media che oscilla fra il 6,5  e il 7, è il voto che hanno dato gli assessori regionali allo stato di salute dell’agricoltura della propria regione. Per alcuni la crisi economia del settore continua, e si chiede più attenzione da parte del Governo; per altri stiamo uscendo dal tunnel, e per l’anno nuovo vince l’ottimismo. Agricultura.it ha chiesto agli assessore regionali all’agricoltura di fare un bilancio di fine anno del settore, di indicare i punti di forza e le debolezze da superare, oltre che di indicare le principali aspettative dalla prossima Politica agricola comune.

VENETO – Luci ed ombre per il Veneto dice l’assessore regionale Franco Manzato, in questo momento sono ancora da calcolare gli effettivi danni dell’alluvione di ottobre-novembre, che ha colpito ben 14mila ettari di terreni produttivi, con danni alle colture orticole e settore avicolo. E sulla Pac “ci aspettiamo meno risorse – dice Manzato -, ma ci attendiamo anche una politica premiante nei confronti della qualità, piuttosto che della quantità, con minori rigidità d’azione e maggior coordinamento tra i diversi filoni d’intervento”.

PUGLIA – Impegnativo e intenso l’anno 2010 per la Puglia, sul fronte Psr “l’obiettivo, che è stato raggiunto – dice ad agricultura.it l’assessore Dario Stefàno –, era per noi non solo giungere alla scadenza del 31 dicembre evitando il disimpegno delle risorse comunitarie previste, ma soprattutto assicurarne il migliore utilizzo possibile”. Anzi dai dati disponibili disposizione “è possibile ipotizzare addirittura – prosegue – un overbooking di oltre 7 milioni di euro, rispetto alla soglia dei 243.278.000 euro, quale stanziamento 2007 e 2008”. E in qualità di coordinatore degli assessori regionali all’agricoltura Stefàno, sulla Pac, ricorda il documento unitario scritto dalle Regioni “abbiamo condiviso unanimemente la considerazione che il comparto avrebbe bisogno di più risorse per affrontare le nuove sfide globali o, quantomeno, della conferma dell’attuale budget complessivo. E fra i temi chiave – aggiunge Stefàno – la necessità che i pagamenti diretti siano riconosciuti agli agricoltori attivi ed in virtù di ciò che si impegnano a fare e non sullo status storico”.

TOSCANA – Non nasconde alcune difficoltà del settore l’assessore toscano Gianni Salvadori “momento difficile – dice – per quasi tutte le produzioni toscane, vino e olio compreso, che soffrono soprattutto per la mancata ripresa dei consumi interni”; mentre la criticità strutturali “pochi giovani, aziende piccole, territori difficili da coltivare – spiega -, scarsa propensione a fare sistema. Sono problemi strutturali e, in quanto tali, difficili da risolvere in breve tempo”. Non manca dalla Toscana una critica al Governo ”La posizione delle Regioni e P.A. sulla PAC post 2013 riempie un vuoto evidente nello scenario italiano e cioè l’assenza del Governo nazionale nella discussione sia interna che con i partner europei sul tema che, non occorre ricordarlo, sarà di importanza vitale per il futuro della nostra agricoltura”.

PIEMONTE – L’agricoltura piemontese – secondo l’assessore Claudio Sacchetto – “può essere paragonata a quella di un malato che ha superato la fase di difficoltà maggiore, ormai in convalescenza è confortato da ottime prospettive per il futuro”. Nel 2010 “alcuni settori risposte positive e segnali di ripresa da frutta e latte, altri sono ancora in difficoltà, ad esempio il settore carne”.

LOMBARDIA – Segnali di ripresa per l’agricoltura lombarda nel 2010, ma spiega ad agricultura.it l’assessore regionale Giulio De Capitani “bilancio ancora molto pesante per il comparto dei suini, delle carni bovine e del florovivaismo”. Molte le aspettative lombarde dalla prossima Pac; mentre per De Capitani, la criticità principale “è la storica difficoltà del settore agricolo a unirsi, accorparsi e a creare un sistema”. Per questo ha spiegato sono nati due mesi fa otto distretti agricoli per promuovere l’aggregazione tra realtà produttive locali. 

CAMPANIA – Soddisfazione per Vito Amendolara, assessore all’agricoltura della Campania “per non aver sprecato i fondi dell’UE sul PSR. Abbiamo investito l’intera cifra a nostra disposizione (circa 250 milioni di euro), anzi siamo in overbooking per una cifra che si aggira tra i 15 e i 20 milioni di euro”. Per la Campania i punti di forza restano la varietà e la tipicità dei prodotti agricoli con 335 prodotti tradizionali, 12 Dop e 8 Igp e 30 vini a denominazione.

CALABRIA – Anno di transizione per la Calabria assicura l’assessore Michele Trematerra “direi che il 2010 si chiude con il mondo rurale alla finestra, una finestra che, nel limite delle possibilità, anche il Dipartimento Agricoltura si sforzerà di rendere le più ampia possibili”. E nei prossimi giorni saranno pubblicati i bandi per gli investimenti diretti nelle aziende agricole e di trasformazione, “una partita da 100 milioni di euro. Il nostro obiettivo – aggiunge Trematerra – è di fare spesa nelle aziende già nel corso del 2011”. E fra le criticità della regione, “un debole sistema del credito, un sistema della ricerca ancora non pienamente tarato sulle sfide competitive delle imprese” e una eccessiva burocrazia.

EMILIA ROMAGNA – Per l’Emilia Romagna dice ad agricultura.it l’assessore Tiberio Rabboni le criticità  sono  comuni a tutta l’agricoltura italiana, ovvero “difficoltà di ricambio generazionale, dimensioni non ottimali delle aziende, volatilità dei prezzi agricoli, bassa redditività. Da parte nostra – aggiunge – cerchiamo di contrastarle investendo iniziative e risorse sull’agricoltura contrattualizzata, su nuovi e più equi rapporti di filiera, sulle innovazioni che possono diminuire i costi ed elevare la redditività, sull’internazionalizzazione”. E sulla Pac Rabboni ha scritto nei giorni scorsi al ministro Galan “è fondamentale che l’Italia si presenti unita al confronto europeo e con delle proposte forti e condivise”.

ALTO ADIGE – Bilancio 2010 positivo per l’agricoltura dell’Alto Adige, “anche se non proprio omogeneo nei suoi singoli risultati” – afferma l’assessore Hans Berger – “il settore lattiero si è tenuto bene se raffrontato con l’andamento in tante altre province italiane, tenuto anche conto che il prezzo del latte chiuderà l’anno in corso segnando un lieve aumento. La zootecnia sta vivendo un periodo difficile a causa dei prezzi bassi della carne”. E dalla Pac le principali aspettative puntano ad un rafforzamento dell’agricoltura di montagna ed “il mantenimento dell’indennità compensativa in maniera consistente all’interno del secondo pilastro” aggiunge Berger.

VALLE D’AOSTA – Nette anche le richieste per la Pac della Valle d’Aosta, come ci spiega l’assessore Giuseppe Isabellon, fra queste “mantenere l’indennità compensativa nell’ambito dello sviluppo rurale (2° pilastro), garantendo la possibilità di aumentare l’attuale livello superiore medio; continuare ad erogare l’indennità anche agli agricoltori di montagna a tempo parziale”. Il settore in Valle d’Aosta punta sulla tradizione ma fa notare Isabellon “si osserva, da parte dei nostri agricoltori, l’emergere di un generale interesse verso le coltivazioni minori (piante officinali, piccoli frutti) e gli allevamenti non bovini, nonché verso la diversificazione”.

UMBRIA – Risente della crisi l’agricoltura umbra commenta l’assessore regionale Fernanda Cecchini, “forse in qualche settore la crisi morde di più, per fattori contingenti, come  per  il tabacco, a causa della volatilità dei prezzi, come per  i cereali, a causa della contrazione dei consumi  come per  il vino,  a causa dei costi di produzione come per la zootecnia o l’olio”. E le occasioni di crescita economica aggiunge Cecchini “possono venire dalla green economy. Penso alla sfida della riforma della Politica Agricola Comune che è alle porte che, attraverso una ridistribuzione più equa del sostegno potrebbe dare nuova competitività a settori come l’ortofrutta o la zootecnia estensiva, fino ad oggi penalizzate”.

FRIULI VENEZIA GIULIA – Anno molto difficile anche per il Friuli Venezia Giulia, spiega l’assessore regionale Claudio Violino,  “le aziende- dice – hanno comunque voglia di riprendersi e hanno voglia di investire. Lo confermano le numerose richieste di finanziamento arrivate tramite il Fondo di Rotazione in agricoltura“. Fra i punti di forza dell’agricoltura regionale i prodotti tipici e l’originalità, “perché – continua Violino – rappresenta un valore aggiunto importante. Solo in questo modo si potrà realizzare quello che io chiamo “rural new deal”, il rinascimento rurale della nostra agricoltura”.

TRENTINO – Per Tiziano Mellarini provincia autonoma di Trento le difficoltà ci sono, come nel resto d’Italia,  “ma la Provincia di Trento ha saputo contenere queste difficoltà anche in virtù delle lungimiranti politiche – dice Mellarini – “. In primis ha cercato di favorire “un’ottica di sistema e di aggregazione tra i nostri produttori, puntando sulla qualità e sul forte legame del prodotto al territorio. In particolare il settore ortofrutticolo ha fatto registrare risultati soddisfacenti nonostante le premesse non fossero tra le più ottimistiche”.

MARCHE – “Una sostanziale tenuta” nonostante la crisi. E’ la fotografia dell’agricoltura marchigiana secondo l’assessore regionale Paolo Petrini con qualche luce e ombra legata all’eccessiva specializzazione cerealicola e alla forte frammentazione della base produttiva composta da decine di migliaia di aziende agricole di piccola dimensione. Tra gli aspetti positivi un territorio ancora molto ben preservato; la presenza ancora notevole di tradizionali produzioni di qualità; una adeguata capacità imprenditoriale dei giovani imprenditori di nuovo insediamento.

LAZIO – Il 2010 si è chiuso con una bella notizia per l’agricoltura del Lazio – sottolinea l’assessore regionale Angela Birindelli ad agricultura.it – “abbiamo raggiunto l’obiettivo di spesa necessario per evitare il disimpegno automatico di circa 60 milioni di euro a disposizione dall’Unione europea per il Psr”. Nei primi sei mesi di lavoro – aggiunge Birindelli – risultati positivi per l’accesso al credito, soluzioni adeguate alle emergenze come quella del cinipide del castagno o della batteriosi del kiwi, valorizzazione della qualità e promozione del prodotto made in Lazio. Fra le criticità emerse una scarsa aggregazione delle forze in campo; obiettivo quindi promuovere progetti comuni di sviluppo: “Una unità che fa la forza – spiega l’assessore Birindelli – che stiamo cercando di stimolare attraverso iniziative concrete in grado di far guadagnare la fiducia al credito e non frenare gli entusiasmi, che pur ci sono, da parte dei tanti giovani che oggi vogliono trovare occasioni di lavoro nelle nostre campagne”.

LIGURIA – "Con l’inizio della nuova Legislatura i miei primi mesi da Assessore sono stati dedicati all’ascolto delle varie realtà del mondo agricolo e della pesca – così esrodisce l’assessore regionale Giovanni Barbagallo – E nel proseguire il lavoro di sostegno alle imprese come già attuato nel precedente ciclo amministrativo. Dopo anni di oggettive difficoltà del comparto agricolo assistiamo ora a un significativo ritorno di interesse con benefici sull’occupazione. Riponiamo fiducia nella Pac post-2013 dalla quale ci aspettiamo un significativo investimento nel sostegno allo sviluppo rurale. Ci aspettiamo quindi anche una significativa semplificazione delle procedure, che gravano pesantemente sulle imprese e, in particolare, su quelle più piccole e isolate".

 Susanna DanisiAndrea FrullantiLorenzo Benocci

 

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