Aspettando Sanremo. Cia, 100 bouquet Km0 simbolo di ripartenza della floricoltura ligure

FIORI

Roma – La squadra dei fioristi del Festival ha realizzato composizioni solo con fiori tipici della Riviera: ranuncoli, anemoni, papaveri, garofani e l’ultimo trend, l’elleboro.

I produttori sperano nel rilancio per un comparto regionale, leader in Italia, che nel 2020 ha perso 212 milioni con lo stop di cerimonie, eventi ed export.

Ranuncoli cloni, anemoni, garofani, oltre al nuovo trend dell’elleboro e ai tradizionali papaveri, associati dai tempi di Nilla Pizzi alla gloriosa manifestazione canora sanremese. Saranno solo prodotti tipici della Riviera quelli utilizzati dalla squadra dei fioristi del Festival, che ha realizzato quest’anno 100 bouquet per gli artisti che si esibiranno sul palco dell’Ariston, insieme agli addobbi della sala stampa.

Mancheranno solo le 500 piante (solitamente ciclamini e primule) che ogni anno decorano il red carpet, quest’anno reso impossibile dalle limitazioni imposte dal Covid. Per Cia-Agricoltori Italiani, questa scelta che privilegia i fiori del territorio rappresenta l’auspicio di una veloce ripartenza del comparto florovivaistico ligure, particolarmente colpito dagli effetti della crisi pandemica.

Il bilancio è, infatti, amaro per la regione leader in Italia (31% della produzione nazionale), con metà del mercato andato in fumo dopo lo stop di cerimonie ed eventi e il forte rallentamento dell’export, che rappresenta fino al 80% del fatturato, con la Germania come primo sbocco e la Russia nuova destinazione emergente.

I NUMERI DELLA CRISI

Secondo stime Cia, si sono persi 212 milioni sui circa 420 annui e 4mila aziende liguri del settore sono in forte crisi.

Sul palco del Festival vedremo petali di tutte le tonalità, arancio, rosso o giallo, con prevalenza del panna, colore di tendenza di questa stagione. Una sola cromia sarà –come sempre- bandita: non ci saranno né anemoni o iris viola, colore tradizionalmente considerato sfortunato nel mondo dello spettacolo italiano.

Il mazzo di fiori verrà abbinato al colore dell’abito di chi lo riceve e quest’anno non potrà essere consegnato da vallette, ma sarà portato sul palco su un espositore mobile. Ad arricchire le composizioni floreali, le classiche fronde colorate esportate dalla Liguria in tutto il mondo, mimose e ginestre, oltre alle fronde verdi, pitosforo, viburno e eucalipto.

I bouquet avranno una linea molto naturale, senza essere troppo strutturati, per presentare il fiore nella maniera più semplice possibile, affinché sia il vero protagonista della scenografia. Si segnala la novità dell’elleboro, una pianta a basso impatto ambientale, che non richiede serre riscaldate né trattamenti fitosanitari e risponde a pieno ai criteri di coltivazione sostenibile.

I fiori sono a forma di coppa, di colore bianco, rosa o rosso-porpora e ne esiste persino una varietà, l’elleboro Francesco, creata appositamente per il Pontefice.

Gli allestimenti, come da tradizione, sono stati creati dai fioristi vincitori del concorso che ogni anno mette in palio la realizzazione dei bouquet che si vedranno sul palco dell’Ariston. L’iniziativa rientra nel progetto del Mercato dei Fiori e del Comune di Sanremo per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze del distretto florovivaistico locale.

PRODUZIONE ITALIANA

In Italia, si producono ogni anno ben 3.154 milioni di steli di fiori e 575.295.000 piante in vaso, arbusti, alberi; il florovivaismo rappresenta il 5% della produzione agricola e si estende su una superficie di 30mila ettari, contando 21mila aziende (100mila addetti), di cui 14mila coltivano fiori e piante in vaso e 7mila sono vivai. Il comparto vale circa 2,5 miliardi di euro.

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