007 del Chianti Classico, le aziende agricole plaudono alla proposta di legge

C’è aria di novità per il Vino Chianti Classico. Una vera e propria rivoluzione sta investendo il mondo del celebre vino toscano a meno di una settimana dall’annuncio della nuova normativa che impone la distinzione tra Chianti e Chianti Classico. In arrivo, infatti, ci sono gli 007 del vino, “agenti speciali” con il compito di vigilare sulla conformità al disciplinare del vino toscano.

Gli 007 del vino – Nei supermercati e nelle enoteche di tutta Italia si potrebbero aggirare presto speciali sentinelle, con la missione di controllare sugli scaffali la conformità al disciplinare delle bottiglie del celebre vino toscano. La nuova figura dell’agente vigilatore è prevista nell’articolo 17 della proposta di revisione della legge 164 / 92, che ridisegna alcune funzioni dei Consorzi di tutela. La legge stabilisce che i Consorzi di tutela possano “svolgere azioni di vigilanza, tutela e salvaguardia della denominazione da espletare prevalentemente nella fase del commercio” proprio attraverso l’attività degli agenti vigilatori. Nella legge si afferma che “l’attività di vigilanza consiste nella verifica che le produzioni certificate rispondano ai requisiti previsti dai disciplinari, e che prodotti similari non ingenerino confusione nei consumatori e non rechino danni alle produzioni Dop e Igp”. L’altra novità per il Chianti Classico risale a qualche giorno fa quando il vino toscano ha raggiunto uno storico traguardo. Una nuova normativa, infatti, ha messo ordine e impedisce confusione tra Chianti e Chianti Classico. Nei vigneti collocati nel territorio del Gallo Nero, cioè Chianti Classico (la terra tra Siena e Firenze), non sarà più possibile produrre Chianti ma solo Chianti Classico. Due vini differenti che fino ad ora potevano essere prodotti indistintamente nei confini del Chianti Classico.

Chianti Geografico – Dall’azienda "Chianti Geografico" di Gaiole in Chianti, l’agronomo Lorenzo Lelli, fa sapere che il nuovo provvedimento potrebbe rappresentare “una tutela in più, ma che riguarda solo la fase di commercializzazione. Aspettiamo che la legge sia approvata – conclude – per valutare compiutamente i nuovi controlli, ad ogni modo, ben vengano ulteriori regole se applicate seriamente”.

Azienda agricola Badia a Coltibuono – “Rinforzare i controlli non può che esser positivo per chi rispetta le regole – spiega Roberto Stucchi Prinetti, proprietario dell’azienda agricola Badia a Coltibuono di Gaiole in Chianti -. I prodotti taroccati fanno male a chi lavora seriamente, perché screditano la qualità del prodotto”. L’azienda Badia a Coltibuono da sempre è considerata una delle roccaforti del Chianti Classico, di cui si hanno notizie fin dall’anno mille quando i monaci vallombrosani che abitavano la badia furono i primi in zona a coltivare la vite, gettando i pilastri su cui si basa la cultura chiantigiana. “Il Consorzio Vino Chianti Classico – continua Stucchi Prinetti – ha sempre previsto dei controlli a campione anche se, come dimostrano i fatti, non sono sempre serviti a far rispettare le regole. Penso che un maggiore controllo vada a favore di chi fa bene il suo lavoro e serva a dare maggiori garanzie ai consumatori”.

Azienda agricola Le Fonti – “Maggiori controlli sono un bene per tutti, non solo per il Chianti classico – racconta Vichy Schmitt, proprietaria dell’azienda agricola Le Fonti di Panzano in Chianti – ma dovrebbero essere fatti per tutti i prodotti made in Italy”. La sua è una piccola azienda condotta a livello familiare che produce 30 mila bottiglie l’anno. “Talvolta – continua Schmitt –  all’estero vediamo dei prodotti spacciati per italiani anche quando non lo sono. In teoria dovrebbero già esistere questi controlli e ben vengano se sono reali”.

Azienda agricola Barone Ricasoli – “Si tratta di un’iniziativa che rientra nei poteri e nei doveri di un Consorzio di tutela – dice Francesco Ricasoli, proprietario dell’azienda agricola Barone Ricasoli di Gaiole in Chianti -. Questi accertamenti andranno a verificare l’esatta corrispondenza con la realtà della fascetta di stato e dell’etichetta al momento della commercializzazione. Ben vengano maggiori controlli anche se in questo caso saranno solo un elemento aggiuntivo ai quelli primari che già vengono fatti all’interno delle aziende agricole”.

Lo scetticismo della Cia Toscana – “Una proposta di legge positiva – dichiara Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana – ma anziché controllare il prodotto quando è già sugli scaffali  bisognerebbe intervenire prima, in azienda e durante le fasi di trasformazione per garantire un prodotto veramente rispettoso del disciplinare. La nuova figura dell’agente vigilatore è prevista da una proposta di legge che ora dovrà seguire il suo iter ed essere approvata nella sua totalità. La vigilanza, infatti, è solo un piccolo aspetto di una questione più grande che investe tutto il mondo del vino e molte altre sfaccettature vanno affrontate più nel dettaglio. In quest’ottica  – conclude Pascucci – anche la reazione più o meno positiva dei consumatori all’arrivo degli 007 del vino va interpretata come solo una piccola parte della questione”.

Elena Bucalossi

Susanna Danisi

Elisa Manieri