Violino (Friuli V.G.): il rinascimento rurale passa dalle tipicità

Intervista di agricultura.it all’assessore all’agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia Claudio Violino

Assessore Violino, come si chiude il 2010 per l’agricoltura della sua regione, faccia un breve bilancio.
La situazione del settore primario friulano, come quello nazionale, non è certo delle migliori. Il 2009 è stato decisamente un annata drammatica per il comparto e le difficoltà riscontrate nel 2010 sono molto simili, anche se ancora non abbiamo dati numerici definitivi. Le aziende comunque hanno voglia di riprendersi e hanno voglia di investire. Lo confermano le numerose richieste di finanziamento arrivate tramite il Fondo di Rotazione in agricoltura (istituito dalla legge 80/82, che permette l’accesso al credito da parte delle aziende agricole a condizioni agevolate). Altro strumento per gli investimenti è il PSR – Programma di Sviluppo Rurale, finanziato con fondi europei. Sul versante dell’agroalimentare e della promozione, quest’anno abbiamo lanciato il Tipicamente Friulano nato inizialmente per fa conoscere il nuovo nome del Tocai, e poi diventato un marchio che vuole comprendere l’intero panorama agroalimentare regionale. Il Tipicamente friulano ha un duplice scopo: essendo un marchio che si propone di legare le produzioni al territorio, innanzitutto vuole far capire ai produttori la necessità di questo legame, per rendere il prodotto riconoscibile, “griffato”, unico e originale. L’altro è quello di far conoscere al consumatore il prodotto locale, per farlo conoscere come “vicino” 

La Conferenza delle Regioni e Province autonome ha recentemente presentato un documento unitario sulla riforma della PAC: quali sono le aspettative principali dalla prossima Politica Agricola Comune per il Friuli Venezia Giulia?
Alla prossima PAC si chiede in primis di farsi carico del forte momento di difficoltà economica che stanno attraversando le aziende agricole che hanno visto ridursi fortemente il loro reddito negli ultimi anni. Ciò significa che il budget comunitario deve essere mantenuto sui livelli attuali e deve servire al mantenimento della competitività delle aziende: aziende competitive, in questo particolare momento, significa perlomeno aziende in grado di mantenere il proprio reddito evitando la chiusura il che costituirebbe una perdita per tutto il territorio soprattutto nel caso di aziende zootecniche. Ci si aspetta inoltre che vengano rafforzate le politiche sulla qualità dei prodotti per fare in modo che i nostri prodotti regionali abbiano la giusta remunerazione dal mercato, introducendo un marchio di qualità specifica, almeno per i prodotti della montagna, in grado di far riconoscere un maggiore valore aggiunto ai produttori che operano in quei territori dove i prodotti sono figli delle tradizioni e della storia, come peraltro nel Friuli Venezia Giulia avviene in tutto il territorio regionale. Sarà inoltre necessario che la prossima PAC continui quanto attuato fino ad oggi in termini di sicurezza alimentare (i cittadini consumatori infatti chiedono di poter disporre di alimenti salubri e sicuri) e di tutela delle risorse territoriali e ambientali. Lo strumento da utilizzare per questi ultimi due aspetti è lo sviluppo rurale, strumento dotato della necessaria flessibilità per sviluppare una politica agricola consona e adatta alle diverse realtà territoriali e produttive evitando quindi politiche generali che debbano andare bene dalla Svezia alla Grecia e che non possono funzionare proprio perché non tengono conto delle specificità locali.

Quali sono le principali criticità e gli attuali punti di forza del settore nella sua regione?
La nostra regione ha la caratteristica di non avere grandi superfici coltivate, ma una grande quantità di piccole produzioni qualitativamente molto apprezzabili. Questo, se da un lato rappresenta un difetto – nel senso che in termini quantitativi le produzioni regionali non sono in grado di competere con le grandi potenze mondiali – dall’altro rappresenta una grande ricchezza e una grande opportunità. È necessario che il settore primario regionale valorizzi la propria tipicità e, soprattutto originalità, perché rappresenta un valore aggiunto importante. Solo in questo modo si potrà realizzare quello che io chiamo “rural new deal”, il rinascimento rurale della nostra agricoltura. 

Infine, dia un voto da 0 a 10 allo stato di salute dell’agricoltura del Friuli Venezia Giulia.
Un sei di fiducia: la base produttiva è buona, le premesse per risollevare le sorti dell’agricoltura friulana ci sono, bisogna solo crederci.

Speciale bilancio 2010 con gli assessori regionali

agricultura.it

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