Conti salati per l’agricoltura, nel 2011 aggravio di 2,5 miliardi

Conti salati per l’agricoltura italiana a causa del caro-petrolio e l’aumento del costo del denaro deciso oggi dalla Bce. Lo rivela la Cia, Confederazione italiana agricoltori secondo cui la crescita dei costi di produzione e il rialzo delle tariffe energetiche dovute ai rincari del greggio, insieme al “ritocco” in su dei tassi d’interesse, rappresentano un colpo durissimo per le imprese del comparto, che pagheranno un conto salatissimo. Complici questi due fattori, l’aggravio complessivo per il settore primario nella media del 2011 potrebbe giungere a quota 2,5 miliardi di euro.

L’analisi – Più in dettaglio -spiega la Cia- il carburante agricolo, che oggi è stabile sopra l’euro al litro, dovrebbe crescere in media d’anno del 20 per cento. Ciò comporta una spesa insostenibile per gli agricoltori, visto che il gasolio è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento di serre e stalle ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. E diventa indispensabile proprio nei mesi primaverili, visto che da aprile a giugno ci sono le operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Tutte pratiche che richiedono l’impiego di macchinari e, quindi, un grande utilizzo di carburante.

Aumento dei costi – Ma gli effetti dei rincari del greggio non si fermano qui -continua la Cia- ma potrebbero incidere anche sul costo dei mangimi (più 25 per cento), dei concimi (più 15 per cento), delle sementi (più 5 per cento) e degli antiparassitari (più 6 per cento). Anche per il lavoro conto terzi le imprese agricole dovrebbero pagare il 10 per cento in più. Stesso discorso per le tariffe energetiche: la bolletta dell’elettricità potrebbe salire fino all’8 per cento e quella del gas tra il 2 e il 4 per cento. Quanto alle conseguenze del rialzo del costo del denaro sulle imprese agricole -conclude la Cia- a fine 2011 il ritocco sui tassi di interesse potrebbe significare un aumento di quasi 500 milioni di interessi passivi sui finanziamenti di medio e lungo periodo. Un ulteriore e pesante onere per le aziende che in questi ultimi anni hanno visto crescere notevolmente l’indebitamento bancario.

 

 

 

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