Manzato (Veneto), Agea svolga solo funzioni di coordinamento

Il Veneto ribadisce l’opportunità che l’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (Agea) non svolga più nessuna funzione di organo pagatore, ma solo quella di coordinamento. Ad avanzare una richiesta in tal senso è stato l’assessore regionale alle politiche agricole Franco Manzato in occasione dell’audizione di ieri alla Camera delle otto Regioni (tra cui il Veneto) che sono dotate di un proprio ente pagatore in agricoltura. In tale sede Manzato ha chiesto che sia data finalmente attuazione alla normativa che prevede che ogni regione abbia il suo ente pagatore, altrimenti le otto regioni che ce l’hanno continueranno a pagare per il proprio e per tenere in vita Agea. Il quadro istituzionale a regime dovrebbe obbligatoriamente prevedere, infatti, un organismo pagatore riconosciuto per ciascuna regione e per l’Agea esclusivamente funzioni di coordinamento (in aggiunta a quelle specifiche di organismo di intervento e di responsabile per gli aiuti alimentari previste dalla legge). Manzato ha evidenziato, tra l’altro, che gli enti pagatori regionali sono nati per supplire alle inefficienze di Agea, che – a quanto risulta dalle affermazioni degli assessori delle altre Regioni – continuano a permanere. 

Concorrenza sleale – Nel documento presentato dalle Regioni si fa rilevare che attualmente si assiste a vere e proprie forme di concorrenza “sleale” dello Stato verso le Regioni che hanno propri organismi pagatori, le quali oltre a sostenere i relativi costi di funzionamento (per le altre Regioni sostenuti dallo Stato che finanzia Agea) non si vedono nemmeno riconosciuti i costi per i controlli che invece Agea paradossalmente è disponibile a riconoscere nelle altre Regioni non dotate di organismi pagatori. In proporzione al gettito fiscale prodotto, si può stimare che il mantenimento di Agea costi ai contribuenti veneti qualcosa come 20 milioni di euro l’anno. Manzato ha infine sostenuto con forza l’esigenza che Agea proceda quanto prima anche ad un’attenta operazione di “spending review” al suo interno, prendendo esempio da quanto ha fatto in Veneto l’Avepa. L’Agenzia veneta per i Pagamenti in Agricoltura, pur a fronte di un incremento di competenze con l’assegnazione di relativo personale dagli Ispettorati, ha complessivamente ridotto il numero di dipendenti dai 521 del 2009 agli attuali 454, con un risparmio valutabile sull’ordine di circa 3,5 milioni di euro.

 

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