Tar Toscana accoglie richiesta sospensiva a Caccia selezione capriolo. Cia: «Danni incalcolabili, comportamento Urca irresponsabile»

Il Sangiovese devastato dai caprioli all'Agrario di SienaSembra incredibile ma è tutto vero. Così apprendiamo che il Tar della Toscana ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino (Urca) per l’abbattimento in caccia di selezione di femmine e piccoli di capriolo. Un comportamento irresponsabile e privo di ogni logica da parte di questa associazione, che reca danni economici e sociali incalcolabili in gran parte della regione.

Una decisione – sottolinea la Cia Toscana – che riteniamo priva di senso, dopo anni di appelli, di allarmi, di danni causati dalla fauna selvatica a tutta l’agricoltura toscana ed in particolare ai vigneti, che ogni giorno subiscono assalti da caprioli, selvatici ed ungulati.

La Regione Toscana, ricorda la Cia, aveva allungato il periodo di caccia di selezione proprio per il numero sempre più elevato di caprioli nelle campagne toscane.

caprioliGli sforzi per superare le contrapposizioni tra mondo venatorio ed agricolo fatti in questi anni, cercando di eliminare i contrasti che hanno caratterizzato il recente passato, vengono così vanificati danneggiando gli interessi degli agricoltori e dei cacciatori. E’ paradossale che questa richiesta di sospensiva, purtroppo accolta, arrivi proprio da parte di una associazione venatoria. Intanto i danni all’agricoltura toscana e ai nostri vigneti, soprattutto in periodo di vendemmia, aumenteranno e alle aziende agricole e vitivinicole, fiore all’occhiello dell’economia toscana (non solo agricola), non resterà che fare la ‘solita’ conta dei danni.

Quello dei danni causati da ungulati è un tema – conclude Cia Toscana – sul quale stiamo ancora attendendo una serie di misure in applicazione alla Legge obiettivo per arrivare a strumenti efficaci per prevenire i danni all’agricoltura e ai pagamenti in tempi rapidi tutti i danneggiamenti già subiti dalle aziende agricole; con l’obiettivo che il numero degli ungulati torni in una misura accettabile per l’ambiente e per l’economia agricola della Toscana.