Xylella. Italia Olivicola denuncia alla Procura di Roma i parlamentari negazionisti del M5S

Italia Olivicola, la più importante e rappresentativa organizzazione della produzione olivicola italiana, dopo aver appreso della conferenza stampa programmata alla Camera dei Deputati da alcuni parlamentari negazionisti del M5S, presenterà la prossima settimana un esposto-denuncia alla Procura di Roma al fine di accertare eventuali responsabilità di tutti coloro che, continuando ad alimentare il sistema di fake news, contribuiscono all’avanzata del batterio della xylella in Italia.

Due gli articoli del codice penale che saranno richiamati: l’articolo 656, riferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, e l’articolo 500 relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’epidemia stessa con grave danno all’economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee.

«Gli agricoltori sono stanchi e arrabbiati, non possiamo più tollerare iniziative basate su invenzioni, lontanissime da ciò che la scienza ci dice, che rischiano di compromettere l’economia di interi territori – ha dichiarato il presidente Gennaro Sicolo -. Il Movimento 5 Stelle ha al suo interno alcuni parlamentari che purtroppo con queste azioni offuscano l’impegno di diversi loro colleghi dello stesso Movimento, pugliesi e non, che insieme a noi lavorano ogni giorno per cercare soluzioni e per dare risposte concrete agli agricoltori».

«Questi pochi parlamentari irresponsabili dovrebbero vergognarsi per queste iniziative e dovrebbero pagare di tasca propria i danni procurati, insieme alla rumorosa lobby di santoni e pseudoambientalisti, alle tasche e alle vite di centinaia di migliaia di famiglie che vivevano grazie ai milioni di ulivi colpiti dalla xylella», ha concluso Sicolo.