Europee. Centinaio: necessario un appoccio diverso. Sarò in prima linea su etichettatura e Pac

“La politica è fatta di flussi. Se lo facciamo noi oggi, domani lo farà qualcuno a noi. Chiediamo solo di poter governare in modo sereno e raggiungere i risultati che ci hanno chiesto gli elettori. I colleghi del M5S restano la terza forza del Paese, non parliamo di Renzi, insieme rappresentiamo più della maggioranza degli italiani. Si può governare in modo importante senza che nessuno metta veti all’altro e cercando di centrare gli obiettivi del contratto di governo”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio in un’intervista su Il Messaggero ha commentato i risultati delle elezioni europee.

“A livello di struttura di governo nulla cambia. Il Paese ha una maggioranza parlamentare figlia delle elezioni del 4 marzo, sarebbe stupido dire ai nostri elettori cambiamo tutto. Abbiamo il loro mandato per andare avanti, su questioni concrete. Perciò metteremo sul tavolo infrastrutture, autonomia e il progetto sicurezza”. Ha evidenziato Centinaio.

In merito alla domanda sulle priorità del Governo ha dichiarato: “Si comincia con i punti forti della nostra campagna elettorale. Quindi sicuramente autonomia, sicurezza e alta velocità. Completare la Tav significa far ripartire l’Italia e ridare slancio alle infrastrutture: ce lo chiedono le imprese ed è un segnale che dobbiamo lanciare al resto d’Europa”.

Infine, in relazione alle dichiarazioni di Salvini sul tavolo europeo il Ministro ha ribadito che sarà necessario “un approccio diverso rispetto al passato. L’Italia fino a questo momento ha subito passivamente, con il voto si è imposto un popolo che vuole cambiare norme Ue che non hanno ragione di esistere. Io, da ministro dell’agricoltura, sarò in prima linea su due dossier cruciali. Quello delle etichettature, con cui chiediamo che si rispetti l’indicazione in base alla quale i prodotti made in Italy vengano coltivati, pescati, allevati e prodotti nel nostro Paese. E l’altro è il tema della politica agricola comunitaria, ovvero i fondi che l’Europa assegna agli Stati membri per sviluppare l’agricoltura. Il taglio di 3,4 miliardi nei confronti dell’Italia è inaccettabile, siamo pronti alle barricate”.