Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità. Centinaio: «Riconoscimento a paesaggi culturale di valore mondiale». Soddisfazione mondo agricolo

«Oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono finalmente, e giustamente, patrimonio dell’umanità. Un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy». Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio commenta con soddisfazione da Baku l’iscrizione delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista mondiale UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata ufficializzata oggi nella capitale azera nel corso della 43° sessione del Comitato Mondiale UNESCO.

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«Questo risultato arricchisce l’insieme dei siti e beni italiani presenti nella prestigiosa lista UNESCO – sottolinea Centinaio – e conferma, ancora una volta, la grande attenzione mondiale nei confronti del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno creduto e contribuito a questo successo. Il mio plauso va alle autorità italiane che, a tutti i livelli, hanno profuso i loro impegno verso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, condividendo e tutelando i valori della cultura, della scienza e dell’educazione».

«Questo riconoscimento è un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera umanità», conclude Centinaio.

Cia, Colline del prosecco un premio alla sostenibilità – «A dieci anni dell’inserimento nella lista delle DOCG italiane del Prosecco Conegliano Valdobbiadene (era l’agosto del 2009), oggi quelle colline diventano patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Per Cia-Agricoltori Italiani è motivo di orgoglio e soddisfazione, il prosecco rappresenta certamente un fiore all’occhiello della nostra produzione». Gianmichele Passarini, presidente regionale di Cia Veneto, accoglie così la decisione presa a Baku.

«La produzione non riguarda solo Conegliano e Valdobbiadene. L’intera area delle colline comprende 15 comuni per un totale di 20.000 ettari vitati. Ma il prosecco viene anche prodotto in un territorio che comprende cinque provincie del Veneto quali Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno, e quattro del Friuli Venezia Giulia quali Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. In queste zone vengono coltivati i vitigni da cui si ricavano uve Glera, destinate alla produzione del Prosecco DOC. Quello che mi preme oggi sottolineare è l’impegno degli agricoltori nel promuovere una produzione sempre più sostenibile: ogni agrosistema si sovrappone ad un ecosistema naturale, un certo impatto ambientale è in assoluto inevitabile. Il Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco rispetta da anni un disciplinare teso a ridurre il più possibile l’impatto del sistema agricolo e che vieta l’utilizzo di principi attivi come il glisofate. Crediamo che anche questa attenzione all’ambiente abbia contribuito al successo di oggi»

Confagricoltura: «Aziende pronte ad offrire la migliore accoglienza» – Confagricoltura esprime soddisfazione per l’iscrizione odierna delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella Lista del Patrimonio Mondiale come Paesaggio culturale (Unesco).

«È un risultato straordinario, atteso da tempo, motivo di orgoglio non solo per il Veneto ma per l’Italia intera –  commenta Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura -. Un riconoscimento per l’unicità del territorio e del suo prodotto principe, la sua valenza economica ma anche culturale, agricola, paesaggistica e turistica. Vengono finalmente valorizzate colline vitate, uniche, inconfondibili, che tutto il mondo apprezza, così come il prosecco prodotto dalle sue uve».

«Questo riconoscimento mondiale – prosegue il presidente nazionale di Confagricoltura – sarà un volano straordinario per il settore vitivinicolo, che sta affrontando sfide importanti per incrementare la propria competitività, ma anche per tutto il mondo agricolo, che ha un’ulteriore chance per far conoscere al mondo l’eccellenza del made in Italy enoico ed agroalimentare».

«Il riconoscimento è un traguardo che può far lievitare in modo esponenziale l’attenzione verso il Prosecco e i turisti verso questa porzione di territorio e, a ricaduta, su tutto il Veneto – aggiunge Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. A noi spetta la responsabilità di tutelare questo paesaggio di bellezza unica e di offrire la migliore ospitalità a tutti coloro che vorranno conoscere le nostre colline. Noi ci accreditiamo per essere il vero riferimento dell’enoturismo e siamo già pronti per offrire un’accoglienza ai massimi livelli in termini di ricettività, cantine, ristorazione e visite ai vigneti. Molte delle nostre aziende si stanno strutturando con nuove sale degustazione, visite nei vigneti, serate a tema e strutture agrituristiche, come Biancavigna, Borgoluce, La Vigna di Sarah, Le Colture, Luca di Dolle, Graziano Merotto e tante altre».