MANTA (CN) – La Fondazione Agrion ha organizzato un incontro dedicato alla Glomerella del melo, malattia emergente recentemente rilevata in Piemonte e in tutti gli areali melicoli del Nord Italia.
L’evento è stato organizzato nell’ambito del Progetto SERIA, attività finanziata da Regione Piemonte che ha l’obiettivo di sviluppare servizi innovativi a supporto dell’agricoltura sostenibile e di precisione.
L’agente causale della Glomerella è il complesso fungino del Colletotrichum, costituito da numerose specie fungine che sono in grado di causare macchie a livello fogliare con conseguente filloptosi anticipata e al tempo stesso danneggiare i frutti provocando l’insorgenza di tacche necrotiche estese che portano alla completa marcescenza del frutto. Colletotrichum non è un genere nuovo: da anni è noto come uno dei principali patogeni per i vegetali e con una diffusione su larghissima scala; colpisce infatti numerose colture quali ad esempio fragola, agrumi, cereali.
Per quanto riguarda il melo, l’areale di prima diffusione è il sud America (Brasile) laddove le temperature elevate associate a costanti bagnature fogliari e condizioni di umidità continua sono ottimali per lo sviluppo. In Italia su melo è stato rilevato nelle principali zone di produzione (Alto Adige, Trentino, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) e la sua diffusione è collegata alle nuove condizioni climatiche che si sono verificate negli ultimi anni con aumento delle temperature estive e presenza di umidità dovuta ai temporali, talvolta violenti, che si verificano nel periodo da giugno ad agosto. Queste condizioni predisponenti talvolta si protraggono anche nei mesi di settembre e ottobre, rendendo anche le varietà tardive suscettibili all’attacco del fungo.
In Piemonte, in seguito ai primi ritrovamenti datati 2023, Agrion, Settore Fitosanitario e Università di Torino hanno cercato di affrontare prontamente l’emergenza attraverso specifiche ricerche e sperimentazioni di campo. Oltre al monitoraggio territoriale sono state realizzate prove con prodotti fitosanitari al fine d’individuare la migliore strategia di difesa e limitare i danni produttivi.
Vladimiro Guarnaccia del DISAFA e del Centro Interdipartimentale Agroinnova (Università di Torino) ha aperto l’incontro illustrando le conoscenze attuali sulla malattia, dall’identificazione dei funghi responsabili al ciclo biologico e alla sintomatologia. Il lavoro svolto dal team di Patologia Vegetale guidato dal Prof. Davide Spadaro ha l’obiettivo di mettere a punto metodi di rilevazione avanzati attraverso l’utilizzo di tecniche molecolari e genomiche, monitorare la diffusione della malattia direttamente in campo attraverso l’uso dei captaspore e identificare le specie coinvolte nella diffusione dei sintomi su melo. Sono inoltre in corso ricerche per meglio comprendere le modalità d’insediamento del patogeno e la valutazione di metodi biologici per contrastare Colletotrichum attraverso l’impiego di microrganismi antagonisti.
Nella relazione di Luca Nari e Francesca Pettiti di Fondazione Agrion e di Chiara Morone del Settore Fitosanitario Regione Piemonte è stata fatta un’analisi delle condizioni climatiche rilevate in Piemonte nel corso degli ultimi anni mettendo in evidenza come, oltre all’aumento delle temperature, le precipitazioni abbondanti del 2023 e del 2024 abbiano favorito una diffusione esponenziale del patogeno in numerosi meleti: in particolare nel 2024 la malattia è stata rilevata in Comuni in cui non era ancora stata constatata la presenza.
Il gruppo Gala (uno dei più presenti in Piemonte) risulta tra i più sensibili alla malattia, seguito da Golden Delicious, Crimson Snow, Inored Story, Opal ecc. Meno sensibili sono invece i gruppi Red Delicious, Fuji e Ambrosia. Uniche cultivar resistenti sono quelle del gruppo Samboa, gestite in esclusiva.
La collaborazione a livello italiano con le altre Regioni colpite ha consentito di creare un tavolo di lavoro nazionale e di sperimentare anche in Piemonte uno specifico modello matematico in dotazione presso il Settore Fitosanitario dell’Emilia Romagna (Riccardo Bugiani). La calibrazione di questo strumento rappresenta un’opportunità unica per i territori colpiti.
Andrea Bossolasco della Fondazione Agrion e Marco Moizio di SAGEA Group hanno infine illustrato la sperimentazione realizzata presso l’azienda frutticola F.lli Franco di Revello, comune che per primo in Piemonte è stato interessato dalla presenza di Glomerella: in particolare l’appezzamento scelto è stato pesantemente colpito dalla malattia negli anni 2023 e 2024; nel 2025 i danni sono stati più lievi a causa di condizioni climatiche non particolarmente predisponenti, e limitati esclusivamente alle foglie. Le strategie saggiate hanno dato dei segnali incoraggianti per la gestione della malattia rispetto al testimone non trattato, che tuttavia a sua volta non è stata fortemente colpito come gli anni passati a causa di un’estate meno piovosa e tendenzialmente più calda rispetto alle precedenti.
Al seguente link è possibile scaricare le presentazioni dell’incontro: https://www.agrion.it/evento/26-08-2025-le-ricerche-in-corso-per-contrastare-glomerella-del-melo/