Caprioli distruggono vigneti nel Senese. Richiesti abbattimenti

Gravi danni ai vigneti del Chianti Classico, Montalcino e Montepulciano a causa delle scorribande notturne dei caprioli. L’allarme arriva dalle tre organizzazioni agricole provinciali, Cia, Confagricoltura e Coldiretti che nei giorni scorsi hanno inviato congiuntamente una lettera ai presidenti degli Ambiti territoriali di caccia della provincia di Siena – Atc 17-18-19 e all’assessore provinciale all’agricoltura Claudio Galletti, per richiedere abbattimenti straordinari e urgenti.

Richieste d’intervento – Le organizzazioni agricole senesi – dopo aver segnalato il problema nei mesi scorsi nel corso delle riunioni della consulta provinciale della caccia -, hanno adesso chiesto formalmente e con urgenza l’adozione di misure drastiche di riduzione del numero dei caprioli sul territorio senese."Nel territorio dei comuni di Montalcino, di Montepulciano e del Chianti – hanno scritto le tre organizzazioni agricole – le nostre aziende agricole segnalano che numerosi caprioli stanno arrecando gravi danni alla viticoltura. La brucatura dei giovani germogli delle viti, infatti, impedisce il normale sviluppo vegetativo, limitando fortemente la produzione di grappoli e bloccando anche lo stato di crescita delle piante di vite". Una situazione che danneggia ormai in modo insostenibile tutti i vigneti, portando ad un conseguente grave danno economico alle imprese agricole che non stanno certamente trascorrendo un periodo economicamente favorevole nel settore vitivinicolo."Si chiede pertanto, alla luce di questi eventi – aggiungono Cia, Confagricoltura e Coldiretti -, che gli ATC procedano speditamente e urgentemente a nuovi abbattimenti straordinari sull’intero territorio provinciale al fine di riportare la densità e la presenza dei cervidi a numeri sostenibili per il territorio di propria competenza".

I dati – Secondo i dati forniti dall’amministrazione provinciale di Siena, al 31 marzo 2009, sono stati 5.667 i caprioli abbattuti relativamente alla stagione 2008 – 2009. Abbattimenti che quest’anno sono andati oltre il 15 marzo, data di chiusura dell’attività venatoria e che hanno superato le cifre dello scorso anno quando furono 4.838 i capi abbattuti.

 

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