Cartelle di pagamento, per la rateizzazione serve la certificazione ISEE

La recente direttiva di Equitalia Spa, l’unica società di riscossione per conto dell’Amm.ne Finanziaria, ha messo un po’ d’ordine nella procedura per il recupero rateizzato dei debiti fiscali, contributivi ecc. Per i piccoli debitori in crisi di liquidità che hanno ricevuto una cartella di pagamento è prevista una procedura semplificata, più complessa per i debiti di media e grossa consistenza.

Le fasce – Per importi fino a € 5.000 è sufficiente che l’interessato presenti ad Equitalia una richiesta di rateizzazione adeguatamente motivata per ottenere automaticamente la rateizzazione in 18 rate per importi fino a € 2.000, 24 rate per importi fino a € 3.500, 36 per importi fino a € 5 mila. L’importo minimo della rata non può essere inferiore a € 100. Se il debito supera € 5.000 il richiedente deve dimostrare di trovarsi in condizioni economiche disagiate tramite la dichiarazione ISEE del nucleo familiare.

La certificazione – L‘ISEE è certificabile presso il Caf Cia Srl. A questo punto scatta una formula di calcolo con la quale Equitalia stabilirà se e in quante rate può essere accettata la richiesta del contribuente, che non può comunque superare le 72 rate. Il debitore che risulta escluso da questa formula può comunque rappresentare ad Equitalia particolari condizioni che pur in presenza di un indicatore ISEE “escludente”, possono far si che venga comunque concessa la rateizzazione, ad esempio, cessazione del rapporto di lavoro, necessità di sostenere ingenti spese mediche per curare gravi patologie, scadenza di altre obbligazioni tributarie o contributive. Se il debito supera i € 50.000 è necessario presentare garanzie adeguate quali fideiussione bancaria o assicurativa, ipoteca volontaria di primo grado su beni immobili di proprietà per un valore pari al doppio delle somme iscritte a ruolo. In caso di omesso pagamento della prima rata o di due successive la rateizzazione decade.