Stalle ostaggio del gelo: in Val di Cecina – 40% di latte

Allevamenti dell’Alta Val di Cecina prigionieri del ghiaccio e della neve. Numerose le segnalazioni, in questi ultimi giorni, di allevamenti, in particolare di produzione di latte ovino, ostaggio delle cattive condizioni meteo che stanno rendendo impossibile trasportare il latte dalle stalle ai caseifici per la trasformazione. Gli allevatori denunciano migliaia di euro di danni. L’arrivo di blizzard ed il peggioramento delle condizioni meteo previsto nel weekend portano ora il livello di allarme sul codice rosso. A fare il punto della situazione è ancora una volta Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it) in questi giorni impegnata in un vero e proprio monitoraggio stalla per stalla, azienda per azienda. La conta dei danni, per fortuna, è ancora limitata: “I danni diretti dal gelo – analizza Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti – saranno visibili e quantificabili solo alla ripresa vegetativa, pertanto ad oggi è difficile fare una analisi certa dell’entità del danno. L’abbassamento repentino delle temperature, per un periodo così prolungato, può fare molto male”. Sono le stalle, gli allevamenti, a preoccupare la principale organizzazione agricola. Mucche e ovini, numerosi le aziende zootecniche nella Val di Cecina, hanno ridotto la capacità produttiva del 30%, in alcuni casi addirittura del 40%, e il pronunciato freddo rischia ora di dimezzarla. “Da una settimana – racconta Salvatore Moni, allevatore di Castelnuovo Cecina che ha 600 capi ovini – sto assistendo ad una progressiva riduzione della produzione del latte. Appena le temperature sono scese: quasi matematico. Più scendono, meno producono latte. Ma la grande difficoltà è l’impossibilità di portare il latte ai caseifici. E’ una settimana che siamo prigionieri del gelo con danni economici rilevanti. Siamo nell’ordine di alcune migliaia di euro”.

Problemi – Non è l’unico effetto “indesiderato” dell’abbassamento delle temperature. Il congelamento dei tubi e degli abbeveratoi hanno costretto molti allevatori ad attrezzarsi con borse di acqua calda e panni caldi per “riscaldare” i tubi (in vista) ed assicurare così il rifornimento di acqua mentre numerose stalle. “Un tubo alla volta – racconta ancora – per dare da bere agli ovini”. In aumento i costi per i mangimi (granaglie, mais e cereali): “più è freddo – spiega Aniello Ascolese, Direttore Provinciale Coldiretti – più gli animali hanno bisogno di introdurre cibo. Queste temperature hanno prodotto anche un incremento dei costi del 30%”. Danni anche alle strutture (crollo delle tettoie e tetti di capannoni, serre per colture protette e ricoveri per animali) e ai raccolti “bruciati” nei campi. La produzione di ortaggi di stagione coltivati in pieno campo (vedi cavoli, verze, carciofi ed in generale gli ortaggi a foglia come lattughe, radicchio, indivia, borragine, spinacio, catalogna) è andata persa con percentuali che arrivano fino al 50%; il gelo ha colpito anche il prodotto già raccolto ed in fase di stoccaggio. Intanto è attiva, per far fronte all’emergenza neve, anche una task force di trattori-spazzaneve. Nella zona di Volterra è operativo già da martedì scorso Roberto Baccarella, imprenditore agricolo che da anni ormai, si trasforma, per qualche settimana – “quando serve – racconta“ in spazzaneve. “Le imprese agricole – conclude Ascolese – sono una risorsa per la comunità sia in  termini di garanzia per la produzione di cibo genuino che, come in queste emergenze, un reale supporto alle amministrazioni locali nell’interesse dei cittadini e per la salvaguardia del territorio”.

 

 

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