Bankitalia: famiglie in difficoltà, la capacità di spesa è ai minimi e si taglia anche sulla tavola

Gli effetti della crisi sulle famiglie sono tutt’altro che finiti. La nuova conferma arriva oggi dal bollettino economico di Bankitalia, che rileva come la spesa degli italiani resta ancora “all’insegna della prudenza” e che dal 2008 si è ridotta del 5 per cento, frenata dal calo del reddito disponibile e dalle condizioni critiche del mercato del lavoro. Le famiglie, insomma, sono obbligate a “tagliare” su tutto, anche sui beni di prima necessità come cibo e bevande: solo nel 2011, infatti, i consumi alimentari sono crollati del 2 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi da via Nazionale.

Vendite ferme – Nello scorso anno, così come in questo primo trimestre del 2012 -spiega la Cia- le vendite alimentari sono rimaste praticamente ferme, e i carrelli della spesa semi-vuoti. Non andava così male dal 2009, “annus horribilis” della crisi globale, a testimonianza del fatto che il nostro Paese non è mai uscito davvero dalla fase di stagnazione, anzi sta rientrando pericolosamente in una spirale recessiva. Una situazione drammatica resa ancora più evidente dal comportamento di spesa delle famiglie: complice il calo del potere d’acquisto e l’aumento dell’inflazione, infatti, sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menù quotidiano, una famiglia su tre è stata costretta a limitare gli acquisti per la tavola, mentre oltre il 30 per cento è stato obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Inoltre, poco meno del 40 per cento degli italiani ha ammesso di comprare ormai quasi esclusivamente nei discount o approfittando degli sconti e delle promozioni commerciali della Gdo.

Tagli – E sul fronte dei “tagli” -come risulta dai dati Cia- si riscontra che, negli ultimi dodici mesi, il 41,4 per cento delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37 per cento quelli di pane e il 38,5 per cento quelli di carne bovina.Certo non aiuta, poi, la previsione del nuovo aumento dell’Iva a ottobre, l’arrivo dell’Imu e il salasso giornaliero per il pieno di benzina. Ma se si continua così e non si interviene invece con misure di sostegno al reddito delle famiglie e con provvedimenti per la crescita -conclude la Cia- la situazione non potrà che peggiorare. Anche perché non c’è possibilità di ripresa economica senza una parallela ripresa dei consumi domestici.

 

 

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