Patata di Bologna. Dopo 16 anni di Dop il Consorzio ottiene la “tutela”. Qualità di un territorio

«È con orgoglio che annuncio la trasformazione del Consorzio della Patata di Bologna Dop in Consorzio di Tutela Patata di Bologna Dop» ha sottolineato Alberto Zambon, presidente del Consorzio in apertura dell’evento di presentazione. «Un percorso burocratico durato quasi 16 anni che vede, dopo l’ottenimento della Dop nel 2012, la nascita oggi del Consorzio di Tutela Patata di Bologna Dop».

Patata di Bologna Dop
Patata di Bologna Dop

Espressione del territorio «E’ la naturale evoluzione del riconoscimento di un prodotto del territorio – continua Zambon -, che come tutte le Denominazioni di Origine, è prima di tutto una proprietà intellettuale del territorio ed espressione dell’alto livello di aggregazione del sistema pataticolo bolognese che ha saputo esprimere punte di eccellenza qualitativa come appunto la patata di Bologna Dop, un prodotto frutto della tradizione agricola, di areali vocati, sapienza produttiva, innovazione e impegno costante. Il 28 dicembre scorso abbiamo ottenuto l’autorizzazione del Ministero ad operare conformemente alla normativa vigente, ed ora con il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P., conclude Zambon, siamo in grado di tutelare una patata esclusiva attraverso gli strumenti della Comunità Europea, al fine di promuovere il legame fra produttori, territorio, gusto e tradizione»

Patata di Bologna Dop Originaria di un territorio dalla grande tradizione pataticola, la Patata di Bologna Dop (la prima patata italiana insignita della Denominazione d’Origine Protetta), ottiene il riconoscimento definitivo europeo nel 2012, a tutela di quello che è considerato un prodotto d’eccellenza e di altissima qualità. La varietà Primura si è infatti imposta, da oltre 30 anni, nella provincia di Bologna per le qualità organolettiche e l’idoneità a tutti gli usi. Dalla forma allungata, la Primura ha una buccia liscia, di colore chiaro, occhi pronunciati e una polpa consistente di colore giallo paglierino. Una varietà eccellente, coltivata in un ambiente ottimale da agricoltori che operano avendo in comune, oltre che un Disciplinare di Produzione, anche il grande obiettivo di soddisfare e gratificare il consumatore che acquista un prodotto genuino, buono, dalla provenienza certificata. Il Consorzio di Tutela, che può associare solo produttori e confezionatori iscritti al piano dei controlli, comprende i produttori agricoli rappresentati dall’Organizzazione di Produttori ASSOPA, 3 cooperative e 6 commercianti privati: questi, insieme, si sono uniti per tutelare la qualità, la storicità, l’appartenenza al territorio di questa varietà tanto eclettica in cucina quanto importante per l’economia del comprensorio bolognese.

Le aziende Oggi nel nuovo Consorzio di Tutela, oltre ai produttori, sono coinvolte aziende commerciali private e cooperative: Apofruit Italia C.A., Baschieri Rino R.L., CESAC C.A., Fuitem & Orsini Fruttaexport R.L., Ortofrutticola Parma R.L., Patfrut C.A., Orsini Ercole R.L., Pizzoli p.A., Romagnoli F.lli p.A.