Rapporto Qualivita Ismea 2018, sistema delle Indicazioni Geografiche realtà dell’economia italiana. I commenti dei protagonisti

Il sedicesimo rapporto Isme Qualivita (LEGGI) viene pubblicato in un momento di grande fermento per il comparto agricolo nazionale. La presentazione di oggi è stato da questo punto di vista anche un momento di confronto tra gli attori del comparto delle certificazioni agroalimentari italiane.

Raffaele Borriello, Direttore Generale Ismea “I dati che emergono dal Rapporto Ismea-Qualivita dimostrano come il sistema delle Indicazioni Geografiche rappresenti ormai una solida realtà dell’economia agroalimentare italiana e quanto esso contribuisca al consolidamento della reputazione del made in Italy nel mondo. Senza dimenticare l’enorme valore aggiunto che per il nostro Paese può derivare dal legame tra il territorio, il turismo e l’enogastronomia. In questo contesto, il sistema delle Indicazioni Geografiche può avere un ruolo centrale in un nuovo progetto di politica agraria nazionale in grado di valorizzare il nostro modello di agricoltura nelle sue distintività produttive e territoriali, dove l’origine e la qualità dei prodotti sono elementi fondanti.”

Mauro Rosati,  Direttore Generale Qualivita “Si afferma in Italia la #DopEconomy che conta 200.000 imprese, 822 denominazioni e oltre 15,2 miliardi di valore alla produzione; nonostante questi dati positivi dobbiamo guardare subito al futuro perché nei mercati globali – dove ormai trovano il loro maggiore valore economico i prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP italiani – gli scenari cambiano sempre più rapidamente. Le sfide da cogliere sono molte: la riorganizzazione della governance del sistema delle Indicazioni Geografiche partendo dall’Europa, una produzione con più rispetto verso l’ambiente, il rischio dazi e la costruzione di una nuova politica nazionale sulla qualità su cui rafforzare le basi dei distretti agroalimentari.”

Nicola Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia “Con la costituzione di Origin Italia, abbiamo concretamente avviato una strada per riunire tutte le associazioni dei Consorzi di Tutela in un organismo con cui intessere uno scambio istituzionale. All’interno di esso è stato costituito un Comitato Strategico in cui i Presidenti delle Associazioni possono esprimere il loro parere e programmare strategie utili, con l’obiettivo di rappresentare un riferimento concreto nei confronti del sistema DOP, IGP, STG. Unendo gli interessi di tutta la filiera delle Indicazioni Geografiche, viene quindi a crearsi un soggetto interlocutore unico. Gli obiettivi più importanti sono due: aggiornamento normativo per i Consorzi di Tutela e PAC (Politica Agricola Comunitaria) per dare efficacia al sistema delle Indicazioni Geografiche per quanto concerne tutela, valorizzazione, promozione.”

Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc “La mission della Federdoc è di valorizzare e di tutelare il patrimonio vitivinicolo italiano a Denominazione di Origine, attraverso i Consorzi associati che garantiscono la qualità e la sicurezza delle nostre denominazioni. Il Rapporto Ismea-Qualivita rappresenta un valido strumento attraverso il quale conoscere ed analizzare i dati sia in valore che in export delle nostre DO, al fine di definire le migliori strategie per affrontare i mercati sia comunitari che internazionali.  I dati del 2017 dimostrano come anche quest’anno, le nostre DO abbiano avuto un incremento export del +6% in valore, creando un nuovo record storico per tutto il settore vino, con 6 miliardi in euro in valore esportato”.