Prezzo latte ovino. Si sta scherzando col fuoco, Copagri: a rischio l’intera economia della Sardegna

“Non ci si vuole rendere conto del fatto che in Sardegna si sta scherzando con il fuoco e che, in caso di fallimento delle trattative, non saranno solo i pastori a rimetterci, ma l’intera economia, industria compresa, dell’Isola, nella quale si contano circa 12mila aziende agropastorali, che allevano 2,6 milioni di pecore, corrispondenti a quasi la metà del patrimonio ovino italiano, per una produzione di oltre 3 milioni di quintali di latte”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina alla luce della bozza di accordo raggiunto sabato a Cagliari e in vista del nuovo incontro previsto per il 21 febbraio al Mipaaft.

“A fronte di tali numeri, ribadiamo che a nostro avviso la remunerazione destinata ai pastori non può essere inferiore a 1 euro al litro iva esclusa e rigettiamo pertanto la parte della bozza di accordo in cui viene previsto il pagamento di 72 centesimi al litro iva inclusa, cifra ancora inferiore ai costi di produzione stimati dall’ismea e che rappresenta un mero acconto slegato da certezze relative all’effettivo aumento del prezzo finale; non avalleremo nessun intervento per il ritiro del prodotto se non ci saranno certezze per i produttori legate alla redditività e misure che prevedano la programmazione della produzione e la riorganizzazione del settore”, prosegue il presidente.

“Viceversa, accogliamo favorevolmente le condizioni tecniche e istituzionali contenute nella bozza di accordo, con particolare riferimento alle misure che prevedono una rappresentanza dei pastori all’interno dei consorzi, il monitoraggio del rispetto delle quote di produzione, l’istituzione un registro telematico del latte ovicaprino, una moratoria dei mutui, iniziative di promozione e internazionalizzazione e la nomina di un prefetto con compiti di analisi, sorveglianza e monitoraggio delle attività della filiera”, continua Verrascina.

“A fronte di tali impegni chiediamo ai pastori sardi, dei quali capiamo e condividiamo le ragioni, di rispettare la breve tregua sancita nel fine settimana, guardando con fiducia all’incontro del tavolo di filiera convocato per giovedì 21 febbraio al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo”, conclude il presidente della Copagri.