Cereali, nei primi cinque mesi dell’anno calano importazioni (-0,4%) ma cresce valore (+8,2%)

Sulla base dei dati provvisori Istat le importazioni in Italia nel settore dei cereali, semi oleosi e
farine proteiche nei primi cinque mesi del 2019 sono diminuite nelle quantità di 35.700
tonnellate (-0,4%) e aumentate nei valori di 184,6 milioni di Euro (+8,2%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A sottolinearlo Anacer, l’Associazione nazionale cerealisti che ha pubblicato i dati dei primi cinque mesi del 2019. Risultano in leggero aumento le quantità complessive importate di cereali in granella (+0,7%) dove a fronte di un calo delle importazioni di grano tenero (-253.000 t) ed orzo (-70.700 t), si registra un incremento degli arrivi di grano duro (+235.000 t), mais (+109.000 t) ed altri cereali minori (+19.600 t). Le importazioni di riso (considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio e lavorato) aumentano di 56.700 t. Riguardo alle farine proteiche si registra una riduzione delle importazioni di 125.000 tonnellate (-10,2%), di cui -51.800 t di farina di soia e -64.600 t di farina di girasole; Per i semi oleosi l’aumento complessivo è pari a +115.500 t (+12,2%), dovuto soprattutto ai semi di soia. Le esportazioni dall’Italia nei primi 5 mesi del 2019 diminuiscono nelle quantità di 50.400 tonnellate (-2,7%) ed aumentano nei valori di 71,5 milioni di Euro (+5,1%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La riduzione delle quantità esportate si deve principalmente ai cereali in granella (-97.200 t, soprattutto nel grano duro). Aumentano invece le esportazioni della pasta (+3,2% in quantità e +4,9% in valore), dei mangimi a base di cereali (+13,7% sia in quantità che valore), dei prodotti trasformati (+6,5% in quantità e +8% in valore) e della farina di grano tenero (+9% in quantità e +15,1% in valore). Per contro si riducono le vendite all’estero di riso (-5,6%) e di semola di grano duro (-11,7%). I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi cinque mesi del 2019 un esborso di valuta pari a 2.440,1 milioni di Euro (2.255,5 nel 2018) ed introiti per 1.483,5 milioni di Euro (1.412,0 nel 2018). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -956,6 milioni di Euro, contro -843,5 milioni di Euro nel 2018.