Ceta. Cia, Canada mercato indispensabile per export agroalimentare italiano, vale 850 milioni di euro. Olio, è il quarto paese per l’export Made in Italy

E’ uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare e, di fatto, uno dei prodotti più esportati. Anche in Canada, dove l’olio extravergine d’oliva nazionale è già diventato competitivo. Solo nel 2018, l’export tricolore di olio evo sul mercato canadese è cresciuto del 24% in volume, con 17,3 milioni di kg per un valore di 114 milioni di dollari canadesi. Per questo, Cia-Agricoltori Italiani ha organizzato “Guida all’esportazione di olio d’oliva extravergine in Canada”, un incontro ad hoc in collaborazione con ICE e Italia Olivicola. Obiettivo far conoscere alle aziende associate potenzialità e opportunità di questa piazza, soprattutto dopo la firma del CETA, l’accordo economico e commerciale tra Ue e Canada entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017.

Il Canada, oggi, rappresenta il quarto Paese di destinazione per il nostro olio extravergine, con una quota del 7% sul totale dell’export, ma non solo. L’Italia, anche con la crescente concorrenza esercitata da Spagna e Tunisia, è attualmente il primo fornitore di olio di oliva del Canada con una quota di mercato del 52% nel 2018.

Più in generale – come viene fuori dai dati dell’Ufficio Studi di Cia – le esportazioni agroalimentari Made in Italy verso il Paese nordamericano ormai sfiorano gli 850 milioni di euro. Negli ultimi quattro anni, l’export agroalimentare nazionale è aumentato a livello globale del 22%. Se si guarda allo stesso intervallo temporale e si considera esclusivamente il mercato canadese, la crescita è stata del 28%, ovvero sei punti percentuali in più rispetto al resto del mondo.

Anche confrontando il mercato canadese con i primi quattro sbocchi commerciali delle esportazioni agroalimentari italiane – evidenzia l’Ufficio Studi Cia – da inizio anno a giugno 2019, fatto 100 il valore delle esportazioni agroalimentari e nonostante alcune fasi di stallo, risulta che il Canada cresce (+16%), più di Francia (+7%) e USA (+10%), mentre addirittura calano gli scambi con Germania (-8%) e UK (-11%).

Ecco perché Cia vuole proseguire, attraverso il suo Ufficio Internazionale, le attività per favorire e facilitare l’accesso dei piccoli e medi produttori associati al mercato canadese, sia in termini di formazione che di eventi di promozione, come quello sulla Guida all’esportazione di olio.

D’altra parte, l’apertura di nuovi mercati rappresenta una priorità imprescindibile per l’agroalimentare italiano. È impensabile difendere la nostra agricoltura arroccandoci nei nostri confini nazionali o europei, con posizioni di chiusura o di protezionismo -conclude Cia-. Le nostre aziende fanno reddito soprattutto quando riescono a commercializzare le proprie eccellenze in Paesi con un grande potere d’acquisto, come appunto il Canada, che vanta uno dei più alti redditi pro capite al mondo.