Fitofarmaci e sostenibilità, la sfida si vince grazie a ricerca ed innovazione. Ancora, presidente Agrofarma: prodotti italiani sicuri, ma serve fare sistema

Qualità delle produzioni e sicurezza alimentare; il PAN in fase finale di revisione; sostenibilità ambientale e l’importanza dell’innovazione. Temi di grande attualità che abbiamo approfondito con Alberto Ancora, presidente Agrofarma, associazione di Federchimica Confindustria, (Vice President Basf della subregione EMEA South, che include Sud Europa, Turchia, Iran, Africa e Medio Oriente). Agrofarma promuove l’utilizzo ottimale degli agrofarmaci, diffondendo una cultura dell’agricoltura sostenibile che concili le esigenze della produttività con la salubrità dei raccolti e la protezione dell’ambiente.

Presidente Ancora, per quanto riguarda l’utilizzo degli agrofarmaci, quali sono gli standard qualitativi delle produzioni italiane? E i consumatori possono stare tranquilli?

Il nostro comparto – quello degli agrofarmaci – dà un contributo sostanziale alla crescita della filiera agroalimentare. Non solo in termini di sostegno alle produzioni da un punto di vista quantitativo e qualitativo, ma soprattutto sul fronte della tutela della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori.

Vale la pena ricordare che proprio nell’ambito della sicurezza alimentare l’Italia si colloca ai primi posti in Europa e quindi nel mondo. L’EFSA, nel suo ultimo report sui residui di agrofarmaci negli alimenti (relativo al 2017), ha confermato che sono i produttori europei, e tra questi quelli italiani, ad offrire gli alimenti più sani ai loro consumatori. Dal report EFSA, infatti, ben emerge come il 95,9% degli oltre 88mila campioni, prelevati su un’ampia varietà di prodotti alimentari europei, presentano una concentrazione di residui inferiore a quella fissata dalla normativa comunitaria.

I risultati EFSA sono confermati da quanto pubblicato dal Ministero della Salute nell’ultimo “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” (anno). Con il 99,1% di prodotti agroalimentari con residui inferiori ai limiti di legge, l’Italia si posiziona infatti al di sopra della media europea e si conferma tra i Paesi più virtuosi in tema di sicurezza alimentare.

Revisione del Pan per l’utilizzo dei fitofarmaci: quali sono gli aspetti da migliorare?

Agrofarma è sicuramente favorevole allo sviluppo di misure che incoraggino l’adozione della difesa integrata delle colture e condivide i principi del PAN volti ad un uso sempre più sostenibile dei prodotti fitosanitari a tutela della salute e dell’ambiente.

Apprezziamo la volontà delle istituzioni di rispondere alle criticità del precedente testo e, come Associazione che rappresenta le imprese del comparto agrochimico, siamo costantemente impegnati e aperti alla collaborazione con tutte le istituzioni per promuovere una corretta informazione riguardo l’uso degli agrofarmaci, volta a ridurre al minimo i rischi per l’ambiente e per i prodotti alimentari e assicurare la tutela degli agricoltori. Al contempo, però, continuiamo a registrare un approccio basato più sull’eliminazione che sulla diffusione delle buone pratiche agricole.

In questo spirito abbiamo partecipato, venerdì scorso, al Forum di consultazione sul PAN, occasione di confronto con Mipaaf, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente e Crea, auspicando un’evoluzione complessiva del settore degli agrofarmaci basata sull’adozione di buone pratiche agricole piuttosto che sulla selezione dei prodotti, coerentemente con il rigoroso processo di valutazione dei prodotti. Per arrivare a questo risultato, sarà necessario implementare misure specifiche e mirate, volte a risolvere le problematiche riscontrate a livello territoriale, senza affidarsi ad allarmismi o alimentare paure infondate o che rischiamo di portare a misure ingiustificatamente restrittive.

Riteniamo che il caposaldo da cui partire sia la consapevolezza che non è possibile un’agricoltura sostenibile che escluda l’uso di agrofarmaci. Come dimostrano i dati del report “Il ruolo degli agrofarmaci nell’agroalimentare italiano” curato da Vsafe, spinoff dell’Università Cattolica, tale strada è ad oggi impraticabile, a meno che non si voglia mettere a repentaglio la sostenibilità di tutto il comparto agroalimentare italiano. Tutto ciò diventa ancora più importante se consideriamo la fortissima riduzione del numero di molecole oggi a disposizione dell’agricoltore, che sta evidenziando una situazione particolarmente critica nella difficile lotta ai numerosi parassiti alieni come la cimice asiatica.

Per questo crediamo che tutte le misure che verranno introdotte debbano avere come obiettivo una sempre maggiore professionalizzazione del settore, al fine di promuovere un modello realmente efficace, innovativo e sostenibile. Ciò sarà possibile solo attraverso un confronto aperto tra gli attori del comparto e le Istituzioni.

Sostenibilità e produttività è un binomio sempre più percorribile?

Sicurezza e qualità sono i pilastri dei processi di ricerca e sviluppo promossi dalle aziende del settore chimico e agrochimico, a vantaggio della produttività degli agricoltori. Le nostre imprese investono costantemente per trovare soluzioni innovative, con l’obiettivo di assicurare un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, produttiva e che sia in linea con la massima tutela del consumatore finale, in una logica di lungo periodo.

‪Agrofarma mette a disposizione tutte le proprie competenze per giungere a regole certe che consentano all’industria una programmazione di medio-lungo periodo in Ricerca & Sviluppo, per prodotti innovativi in modo che una maggiore produttività delle colture ed efficienza nel lavoro degli imprenditori vada di pari passo con misure a favore di sostenibilità e sicurezza. A tale scopo le Imprese del comparto investono circa il 6% del loro fatturato annuo in Ricerca & Sviluppo, circa il doppio rispetto all’industria manifatturiera.

Cosa sarebbe l’agricoltura senza ricerca e innovazione? E quali devono essere i risultati da raggiungere nel breve e lungo periodo?

Ricerca e innovazione sono centrali per lo sviluppo di un’agricoltura sempre più efficiente, produttiva e sostenibile. Oggi si parla di innovazione a 360°, ovvero non solo un impegno delle nostre associate verso lo sviluppo di nuove molecole sempre più efficaci e sostenibili , ma anche ricerca di soluzioni innovative che consentano  un uso integrato e connesso delle diverse tecnologie. Per esempio, pensiamo alle soluzioni IoT (Internet of Things) che tramite l’uso di sensori, permetteranno di arrivare ad interventi agronomici mirati, riuscendo ad ottimizzare la produzione, elevando gli standard qualitativi dei prodotti agricoli, riducendo la variabilità in campo e minimizzando al contempo sprechi e rischi ambientali.

Per raggiungere questo obiettivo, occorrerà sviluppare soluzioni adattabili anche alle specifiche peculiarità della nostra agricoltura e promuovere una formazione specifica, con la creazione di corsi di studio ad hoc, e l’aggiornamento professionale costante dei tecnici che operano in questo ambito.

Le aziende agricole italiane credono ed investono nell’innovazione?

Oggi sempre più possiamo osservare i passi avanti fatti dall’agricoltura di precisione, ma le prospettive future sono tutte ancora da esplorare, e molte stime ci dicono che le prospettive e i margini di crescita sono enormi.

Un recente studio del Politecnico di Milano mostra come il valore attuale del mercato dell’Agricoltura 4.0 in Italia sia circa il 2,5% del mercato globale, ma si stima che nei prossimi anni questo possa crescere al ritmo del 20% annuo (con un valore che nei prossimi 5 anni potrebbe raggiunga il miliardo nella sola Europa).

Le aziende della filiera agricola, quindi, credono fortemente dell’innovazione, e in particolare quelle del comparto degli agrofarmaci sono impegnate in prima linea, per promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative, che tengano conto di questa evoluzione

E la politica, italiana ed europea, in quale direzione sta andando?

Il settore agroalimentare è un pilastro fondamentale del nostro sistema economico nazionale, e un motivo di orgoglio per la capacità che ha di rappresentare il “Made in Italy” all’estero.

Per crescere in maniera organica e sui mercati internazionali, in termini economici e di competitività, tutti gli attori del comparto agroalimentare devono credere nella necessità di fare sistema, per creare sinergie sia all’interno della stessa filiera sia tra filiere.

Ritengo, ed è in questo senso che come Agrofarma siamo impegnati, che sempre più si debba lavorare nella direzione della condivisione delle policy, costruendo tavoli tra istituzioni, organizzazioni e mondo produttivo e delle imprese, a tutti i livelli, con l’obiettivo comune di far crescere e valorizzare continuamente il settore agricolo del nostro Paese.

Non ha senso costruire barricate tra le varie componenti della filiera. I produttori di mezzi tecnici, le imprese agricole, la grande distribuzione, le imprese alimentari, i rappresentanti istituzionali   dovrebbero lavorare insieme per cercare soluzioni condivise e percorribili.

Spesso, invece, si pongono su posizioni di contrasto a volte anche molto marcate, che non giovano a nessuno, in primis al nostro Made in Italy.

Al decisore pubblico – italiano ed europeo – chiediamo che le decisioni politiche e normative siano sempre basate su dati ed evidenze scientifiche e che non prevalga l’ideologia o la ricerca dei consensi. E’ fondamentale che l’opinione pubblica abbia consapevolezza della indispensabilità degli agrofarmaci e dei grandi progressi realizzati dal nostro comparto in termini di innovazione e sostenibilità. Vorremmo che fosse riconosciuto il valore strategico che il nostro comparto all’interno della filiera agroalimentare ed il grande ruolo che la nostra industria riveste nel mettere a disposizione dei nostri agricoltori soluzioni innovative e sostenibili.

 

Informazione pubblicitaria