Ortofrutta, export in crescita nei primi dieci mesi del 2020 (+6,7%) Balzo del saldo positivo (+105,4%). Agrumi in forte evidenza

ROMA – Il commercio estero dell’ortofrutta italiana nei primi dieci mesi dello scorso anno ha confermato il trend dei mesi precedenti: crescita in valore anno su anno (+6,7% pari a 241 milioni di euro in più), mentre i volumi calano (-3,3%).

Lo rende noto Fruitimprese sulla base dei dati Istat. Il valore dell’export supera 3,8 miliardi di euro, il valore dell’import si ferma a 3,5 miliardi. Il saldo commerciale sui primi dieci mesi del 2019 ritorna positivo  a oltre 322 milioni (105,4%).

Il dato dei primi dieci mesi segnala un raffreddamento dell’import a quantità (-0,3%) ma non a valore (+2,2%). Le quantità importate (poco più di 3 milioni di tonnellate) superano ancora una volta le quantità esportate (2,8 milioni tons). Nell’anno della pandemia in ripresa l’export di agrumi (+10,8% in valore), di frutta fresca (+6,9%), ortaggi (+5,3%).  Gli agrumi sono protagonisti anche dell’import (quasi +30%), mentre si registra un forte calo dell’import di ortaggi (-14,5%). Cala anche il valore della frutta tropicale importata (-2,1%) mentre la frutta secca si conferma sia in valore (7,1%) che in quantità (6,7%)

Scheda / FRUITIMPRESE

Costituita nel 1935 e assunta nel 1949 la forma di Associazione, Fruitimprese riunisce le imprese ortofrutticole italiane, svolgendo un ruolo fondamentale per favorire lo sviluppo delle aziende impegnate nell’attività di export-import, in un settore che contribuisce in maniera rilevante all’affermazione del “Made in Italy” nel mondo. Fruitimprese è al fianco degli associati in una fase di costante evoluzione dello scenario economico internazionale e di crescente competizione tra i protagonisti del mercato. Le aziende associate sono oltre 300, per un fatturato complessivo di 6 miliardi di euro, di cui 2 miliardi di fatturato export.

Informazione pubblicitaria