Quando l’olio scivola sulla denominazione

Sarà per la distrazione, o forse per un’eccessiva fiducia nelle qualità delle proprie produzioni. Che fra l’altro sono indubbie. Tant’è che in Toscana esiste un piccolo borgo incastonato fra le colline di olivi fra la Val d’Orcia e la Valdichiana che vanta una Doc per il proprio olio d’oliva. Si, proprio una denominazione di origine controllata come se fosse un Rosso di Montalcino, di Montepulciano o un Orcia. Ovvero vini di qualità. E in un’epoca in cui le denominazioni che certificano la qualità o l’origine di un prodotto, in un’epoca dove sbocciano come funghi i marchi territoriali, di produzioni biologiche o da agricoltura integrata, marchi comunitari e comunali, ecco che nel senese, a Petroio, località nel Comune di Trequanda, famosa per l’eccellenza delle produzioni di extravergine d’oliva spunta all’ingresso del paese il cartello olio Doc di Toscana. Per onor di chiarezza, soprattutto nei confronti dei consumatori, è bene ricordare che in campo di denominazioni la Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), la Doc (Denominazione di origine controllata) e la Igt (Indicazione geografica tipica) spettano esclusivamente ai vini; mentre la Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) spettano a produzioni agroalimentari, ad esempio salumi o formaggi, ma anche agli oli extravergine d’oliva. L’Italia fra l’altro è capofila in quanto a denominazioni, di misura davanti alla Francia, con 105 Dop e 50 Igp. La Dop è un marchio comunitario, nasce il 14 luglio 1992, con il Regolamento Cee 2081/92, poi abrogato dal nuovo Regolamento CE 105/06 che, in pratica, sebbene non ne modifichi la filosofia, prevede di fondo alcuni cambiamenti di tipo operativo. Per quanto riguarda l’olio extravergine d’oliva sono tre le Dop in Toscana, Terre di Siena, Chianti Classico e Lucca; mentre è Igp l’olio Toscano. Altri territori sono in attesa del riconoscimento della Dop, si tratta del Colli Aretini, Colline di Firenze, Colline di Pisa e Seggiano, in provincia di Grosseto. Da ricordare inoltre come l’olio di Petroio, il cui comune fa parte anche dell’associazione nazionale Città dell’Olio, sia da sempre patria di oli di grande qualità e spesso premiati a livello nazionale. Un territorio a cui non mancano certo le denominazioni visto che rientra nella Dop Terre di Siena e nell’Igp Toscano.

Nella foto: il curioso cartello all’ingresso di Petroio (Siena)

Lorenzo Benocci